<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181</id><updated>2012-01-27T08:34:37.863-08:00</updated><category term='Documenti'/><category term='Iniziative'/><category term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Archivio il sessantotto</title><subtitle type='html'>Documenti cultura politica ed altro ancora.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>33</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-6800927876969035339</id><published>2012-01-27T08:14:00.000-08:00</published><updated>2012-01-27T08:34:37.874-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iniziative'/><title type='text'>Aperistoria: secondo ciclo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-qjx_rqufJek/TyLSDagDdfI/AAAAAAAAAHQ/L5BLqTPfPh0/s1600/locandina_2Febbraio-s%2B2012.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 283px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702351034299676146" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-qjx_rqufJek/TyLSDagDdfI/AAAAAAAAAHQ/L5BLqTPfPh0/s400/locandina_2Febbraio-s%2B2012.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’Archivio’68 prosegue nella collaborazione con la casa del popolo di San Niccolò dando un seguito all’iniziativa di &lt;strong&gt;“Aperistoria”&lt;/strong&gt; che qualche risultato ha ottenuto. L’intento che ci prefiggiamo è quello di tentare di rompere il cerchio del “pensiero unico” che ci assedia cioè cercare di uscire dalla palude culturale del berlusconismo che ha inquinato e continua ad inquinare l’aria di questo paese. Anche in questo secondo ciclo accostiamo un film o un documentario ad un libro che ci è parso stimolante, per tentare di riavviare un dibattito e una forma di contro-informazione tra le persone. Anche ad un esame superficiale del programma si nota che ben tre titoli e proiezioni si riferiscono alla storia recentissima e ad alcuni temi “caldi”. Per gli approfondimenti alla storia del ‘900 proponiamo l’anteprima di un documentario prodotto l’anno passato che rievoca la figura di Guido Picelli combattente antifascista e antistalinista caduto in Spagna nel 1937. Siamo contenti di occuparci di uomini come Picelli che se non presentati correttamente appaiono come “eroi” o “santini” ma rischiano di non dire nulla al pubblico di oggi : vogliamo invece far capire come in condizioni anche terribili negli anni trenta, uomini come lui potessero continuare a lottare e a battersi per la libertà e il socialismo. Può darsi che serva a dare coraggio a chi ,oggi, si vuol spendere per un mondo più giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giovedì 2 Febbraio 2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Libro “Viva Mussolini” di Aram Mattioli ed Garzanti&lt;br /&gt;Film/documentario "All'armi siam fascisti" di Lino Del Fra,Mangini Miccichè, 113'&lt;br /&gt;(Italia 1962)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giovedì 1 Marzo 2012&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Libro "Il grande saccheggio" di Piero Bevilacqua.Ed Laterza&lt;br /&gt;Film/documentario "Inside job" di Charles Ferguson, 120' (Belgio,&lt;br /&gt;2010)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giovedì 5 Aprile 2012&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Libro "Noi della Diaz", "L'eclisse della democrazia" di Lorenzo Gadagnucci&lt;br /&gt;Film/documentario "G8/2001. Fare un golpe e farla franca" di Beppe&lt;br /&gt;Cremagnani ed Enrico Deaglio, 60' (Italia, 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giovedì 3 Maggio 2012&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Film/documentario "Il Ribelle. Guido Picelli, un eroe scomodo" di&lt;br /&gt;Giancarlo Bocchi, 72' (italia/Russia/Spagna, 2011) (in originale,&lt;br /&gt;dalla Vitagraph casa di produzione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giovedì 7 Giugno 2012&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Libro "La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi"&lt;br /&gt;Film "Il divo" di Paolo Sorrentino, 110' (Italia 2008) (in originale,&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-6800927876969035339?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/6800927876969035339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2012/01/aperistoria-secondo-ciclo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/6800927876969035339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/6800927876969035339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2012/01/aperistoria-secondo-ciclo.html' title='Aperistoria: secondo ciclo.'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-qjx_rqufJek/TyLSDagDdfI/AAAAAAAAAHQ/L5BLqTPfPh0/s72-c/locandina_2Febbraio-s%2B2012.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-7900492083267535032</id><published>2011-10-10T07:59:00.000-07:00</published><updated>2011-10-20T03:13:23.543-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iniziative'/><title type='text'>Una nuova iniziativa dell'archivio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0JdesnFGJro/TpMKEYeOYFI/AAAAAAAAAGo/9VUX9m48o6I/s1600/Aperistoria%2Bvolantino.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 286px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661880226939822162" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-0JdesnFGJro/TpMKEYeOYFI/AAAAAAAAAGo/9VUX9m48o6I/s400/Aperistoria%2Bvolantino.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunichiamo che l’Archivio’68 terrà,assieme al circolo &lt;strong&gt;URL-Arci di S. Niccolò&lt;/strong&gt;, una iniziativa di divulgazione di temi storici con una formula abbastanza nuova che è stata battezzata &lt;strong&gt;“Aperistoria&lt;/strong&gt;”. Essa si basa sull’idea che si può promuovere un approfondimento di alcuni temi di storia partendo non dalla solita conferenza a cui partecipare può essere talvolta pesante, ma da alcune sollecitazioni condotte in atmosfera rilassata( e appunto..conviviale). L’avvio sarà costituito dalla visione di un film o di un documentario e il proseguo, sarà costituito da una discussione tra i partecipanti prendendo spunto dalla presentazione di testi di letteratura e di storia scelti per la loro significatività e per la loro brevità. Lo scopo principale che ci proponiamo è,quindi, quello di avviare una riflessione collettiva sui temi scelti;questo nella convinzione che solo così si possa sviluppare una consapevolezza maggiore nella società civile. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I temi prescelti sono stati selezionati cercando di evitare le ovvietà e le difficoltà e le sollecitazioni offerte vorrebbero innescare un processo di approfondimento di tematiche sempre attuali, anche se quelle oggetto di riflessione non si riferiscono tutte all’immediato. I temi scelti sono quattro :&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1)&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;L’Italia Berlusconiana&lt;/strong&gt; (perché e come siamo giunti a questi punti)&lt;br /&gt;Visione del documentario di &lt;em&gt;E. Deaglio&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;“Quando c’era Silvio”&lt;/strong&gt; ( Giovedì 20 Ottobre 2011)e presentazione di due testi di storici italiani che esaminano il berlusconismo dal punto di vista storico (27.10.2011)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;2)&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;La persecuzione degli omosessuali sotto il nazismo&lt;/strong&gt;, proiezione del documentario &lt;strong&gt;“Paragraph 175&lt;/strong&gt;” di &lt;em&gt;Epstein e Friedman&lt;/em&gt; (4 Novembre 2011) e presentazione del libro di Gad.Beck: &lt;strong&gt;“Dietro il velo sottile&lt;/strong&gt;”.(11.11.2011)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;3)&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Lo Stalinismo&lt;/strong&gt; : visione del film “&lt;strong&gt;Il Proiezionista&lt;/strong&gt; di &lt;em&gt;S. Konchalovskji&lt;/em&gt; (Giovedì 18 Novembre 2011),presentazione del romanzo di &lt;em&gt;Vassilij Grossman&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;;”Tutto scorre”&lt;/strong&gt; (25.11.2011)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;4)&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;La Strage di Piazza Fontana&lt;/strong&gt;. Vedremo due documentari di due maestri del cinema :E&lt;em&gt;,Petri e P.P.Pasolini&lt;/em&gt; (Giovedì 1.12.2011) e presenteremo il libro di &lt;em&gt;L.Pinelli e&lt;/em&gt; &lt;em&gt;P.Scaramucci&lt;/em&gt; “Una storia quasi soltanto mia. (Lunedì 12 Dicembre 2011)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-7900492083267535032?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/7900492083267535032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/10/una-nuova-iniziativa-dellarchivio_10.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7900492083267535032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7900492083267535032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/10/una-nuova-iniziativa-dellarchivio_10.html' title='Una nuova iniziativa dell&apos;archivio'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-0JdesnFGJro/TpMKEYeOYFI/AAAAAAAAAGo/9VUX9m48o6I/s72-c/Aperistoria%2Bvolantino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-6652760939386246289</id><published>2011-09-26T02:45:00.000-07:00</published><updated>2011-10-02T03:13:53.474-07:00</updated><title type='text'>Il Ribelle,Guido Picelli un eroe scomodo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xru2GelgaIQ/ToBP4q-IGsI/AAAAAAAAAGY/w5eegPAbdDw/s1600/Guido%2BPicelli%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; FLOAT: left; HEIGHT: 327px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656608967003478722" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-xru2GelgaIQ/ToBP4q-IGsI/AAAAAAAAAGY/w5eegPAbdDw/s400/Guido%2BPicelli%2B1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 20 settembre c'è stata la proiezione in prima italiana ,a Reggio Emilia, del documentario di Giancarlo Bocchi sulla vita leggendaria di Guido Picelli, una figura poco nota in Italia di militante rivoluzionario che varrebbe la pena di conoscere e far conoscere perché è attraverso questo lavoro di scavo nella memoria del movimento operaio e comunista che si può riprendere lena anche per il presente. Il titolo del documentario è quello riportato nel titolo.Giustamente Roberto Silvestri nell'articolo di presentazione dell'iniziativa, sul "Manifesto" di qualche giorno fa parla di un eroe "rimosso" più che sconosciuto.Organizzatore degli "Arditi del Popolo e della "Guardia Rossa", ex- ufficiale della prima guerra mondiale, socialista prima e comunista dal 1921, mai dogmatico, fautore di una unità degli operai e contadini che superasse gli steccati ideologici, parlamentare (fu lui che il primo Maggio 1924 appese al pennone di Palazzo Chigi la Bandiera Rossa!!!), partecipò alla guerra di Spagna con una colonna che portava il suo nome ed era vicino ai militanti del POUM. Fu ucciso sul Monte Cristobal in Spagna da un misterioso colpo di fucile alla schiena. Noi speriamo di poter vedere questo film anche a Firenze. Segnalo che c'è anche su Facebook una pagina che si occupa del film e invito i nostri lettori a consultarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Vito Nanni&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-ecdc86a1091de485" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v21.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Decdc86a1091de485%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329873395%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D58FB0275F060AAEEB042E37F28E5098E75445118.F7E8FD09C7699C2ABBF3E58335E7EFD32BEA9C6%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Decdc86a1091de485%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DcF8jxIOadKdAWWJ-RdpcKPisFKs&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v21.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Decdc86a1091de485%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329873395%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D58FB0275F060AAEEB042E37F28E5098E75445118.F7E8FD09C7699C2ABBF3E58335E7EFD32BEA9C6%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Decdc86a1091de485%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DcF8jxIOadKdAWWJ-RdpcKPisFKs&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-6652760939386246289?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/6652760939386246289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/09/il-ribelleguido-picelli-un-eroe-scomodo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/6652760939386246289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/6652760939386246289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/09/il-ribelleguido-picelli-un-eroe-scomodo.html' title='Il Ribelle,Guido Picelli un eroe scomodo'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xru2GelgaIQ/ToBP4q-IGsI/AAAAAAAAAGY/w5eegPAbdDw/s72-c/Guido%2BPicelli%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-9092836246549775229</id><published>2011-07-15T10:53:00.000-07:00</published><updated>2011-07-16T03:12:47.977-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Perché rileggere i Classici</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LP8JJSLUrqs/TiCAv5r_gdI/AAAAAAAAAGQ/GIfRzbZhVRM/s1600/boetie_servitude.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; 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che è&lt;br /&gt;Sicuro della sua utilità.&lt;br /&gt;Non si cura che tu già lo conosca: gli basta&lt;br /&gt;Che tu l’abbia dimenticato.&lt;br /&gt;Parla&lt;br /&gt;Col piglio rude della grandezza..”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ho ripensato a questa lirica di Brecht rileggendo il &lt;strong&gt;“Discorso sulla servitù volontaria&lt;/strong&gt;” scritto a ventiquattro anni da un genio che si chiamava Étienne de la Boétie ( non per niente in Francia viene definito il Rimbaud della politica)che fu,tra l’altro, l’amico più caro di Michel de Montaigne che lo assisté quando il giovane morì di peste a trentatré anni durante le terribili guerre di religione che insanguinarono la Francia nella seconda metà del cinquecento. E’ un testo fulminante che si occupa di un argomento che era centrale nella Francia di allora e che è tornato centrale oggi : capire come mai i cittadini di un paese preferiscano vivere sottoposti al giogo di una tirannia piuttosto che vivere in libertà. Étienne, come tutti i classici, ha una risposta semplicissima egli dice:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;“Com’è possibile che tanti uomini sopportino un tiranno che non ha forza se non quella che essi gli danno. Da dove prenderebbe i tanti occhi con cui vi spia se voi non glieli forniste? Siate risoluti a non servire più, ed eccovi liberi” &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Egli compie cioè un’operazione di smascheramento del potere verticale del sovrano in nome di una apologia della libertà radicale di tutti che va rivendicata collettivamente dai cittadini : è un cambiamento di paradigma politico pari a quello di Machiavelli, forse ancor più rivoluzionario. Questo bellissimo saggio è stato ristampato oggi dall’Editrice Chiarelettere di Milano con un incisivo saggio introduttivo di Paolo Flores d’Arcais e contiene in appendice un altro testo “sovversivo”&lt;strong&gt;Il Saggio sull’arte di strisciare ad uso dei cortigiani” &lt;/strong&gt;scritto dal barone d’Holbach il filosofo franco tedesco amico di Diderot, D’Alembert e collaboratore dell’Enciclopedia. Questa è una delle letture estive che consigliamo ai nostri compagni e amici e a tutti quelli che ci seguono perché siano sempre più corroborati nella lotta che dobbiamo anche noi condurre contro le tirannie che abbiamo la sfortuna di vivere e subire e non intendo solo quella del “piccolo Cesare” di Arcore, ma quella del “mercato” e molte altre. Tra i molti vantaggi del libro c’è da annoverare anche il prezzo ridottissimo( Euro 7) il che si presta ad una diffusione ancor più larga perché può essere presentato come dono, omaggio,provocazione ad un nemico o avversario politico. Vorremmo riuscire a presentarlo anche noi a Settembre durante una iniziativa pubblica di lettura. Speriamo di riuscirci.&lt;br /&gt;Nel frattempo, buone vacanze a tutti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Vito Nanni&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-73bdaeb7c90bc93a" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v20.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3D73bdaeb7c90bc93a%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329873395%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D57B169D73FCF1A332139E590ACD5045D52201C6A.C526D455118244BC31425292729B4A511880EC7%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D73bdaeb7c90bc93a%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DEwGGOt6S_cF_c9pPQKro3IT0O3U&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v20.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3D73bdaeb7c90bc93a%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329873395%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D57B169D73FCF1A332139E590ACD5045D52201C6A.C526D455118244BC31425292729B4A511880EC7%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D73bdaeb7c90bc93a%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DEwGGOt6S_cF_c9pPQKro3IT0O3U&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-9092836246549775229?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/9092836246549775229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/07/perche-rileggere-i-classici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/9092836246549775229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/9092836246549775229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/07/perche-rileggere-i-classici.html' title='Perché rileggere i Classici'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-LP8JJSLUrqs/TiCAv5r_gdI/AAAAAAAAAGQ/GIfRzbZhVRM/s72-c/boetie_servitude.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-7955501549133329668</id><published>2011-07-10T09:12:00.000-07:00</published><updated>2011-07-18T03:19:00.720-07:00</updated><title type='text'>Importante iniziativa politica ed editoriale</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-1v-5ND6GYDM/Thnb5cINFEI/AAAAAAAAAGA/klPaJfnW9qE/s1600/7138_2011_4_29_156_Comunismo_eretico2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 180px; FLOAT: left; HEIGHT: 180px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627770989225776194" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-1v-5ND6GYDM/Thnb5cINFEI/AAAAAAAAAGA/klPaJfnW9qE/s400/7138_2011_4_29_156_Comunismo_eretico2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La Fondazione Micheletti di Brescia ha pubblicato il secondo volume di un progetto politico editoriale molto vasto e impegnativo che si intitola"&lt;em&gt; Il Sistema e i movimenti.Europa 1945-1989" Editoriale Jaca Book 2011.&lt;/em&gt; Il primo volume "L'Età del Comunismo sovietico.Europa 1900-1945)" non ha avuto alcuna segnalazione nè sulla stampa né in altri organi di informazione. Sabato 9 Luglio 2011,invece, "Il Manifesto" ha pubblicato una bella recensione dell'iniziativa che segnalo all'attenzione dei lettori con un articolo dal titolo significativo "Ben scavato vecchie talpe". Il progetto complessivo della fondazione Micheletti si intitola "&lt;strong&gt;L'Altronovecento,Comunismo eretico e pensiero critico"&lt;/strong&gt;scopo principale dell'opera è sottrarre le "dignità civili e antropologiche implicite nell'idea di comunismo alla sepoltura definitiva cui nell'opinione dei più sono state consegnate con il crollo dell'Unione Sovietica nel 1989 e l'implosione del "comunismo realizzato".E questo compito intende svolgere presentando sinteticamente ma attraverso un ricco schema di concetti, e connessioni storiche presentando pensatori e movimenti che durante il novecento hanno radicalmente criticato sia il capitalismo liberista che il comunismo sovietico e i partiti che lo rappresentavano. Rovesciando quindi una vulgata molto diffusa Pier Paolo Poggio , il coordinatore dell'opera, vuole mostrare &lt;em&gt;"L'altro Novecento"&lt;/em&gt; cioè quel complesso di teorici,studiosi, ma anche movimenti che hanno provato a modulare il concetto di comunismo che uscisse dalla logica del rapporto di forza amico/nemico.Il progetto prevede nel complesso un'opera in cinque volumi. A quelli già usciti seguiranno nell'ordine rispettivamente : &lt;em&gt;"Capitalismo e rivoluzione nelle Americhe 1900-1989", "Anticolonialismo e comunismo in Africa e Asia 1900-1989", Comunismo e pensiero critico nel XXI° Secolo&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come si vede si tratta di un'opera molto impegnativa e ambiziosa che andrà analizzata con grande attenzione. Il volume che è uscito in questi giorni,quello sul Sistema e i movimenti, ci riguarda direttamente e pensiamo di darne conto sulle pagine di questo Blog. Comunque rimandiamo anche ad una visita del sito della fondazione: http//www. fondazionemicheletti.it che è uno degli istituti culturali più importanti di questo paese.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Vito Nanni&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-7955501549133329668?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/7955501549133329668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/07/importante-iniziativa-politica-ed.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7955501549133329668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7955501549133329668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/07/importante-iniziativa-politica-ed.html' title='Importante iniziativa politica ed editoriale'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-1v-5ND6GYDM/Thnb5cINFEI/AAAAAAAAAGA/klPaJfnW9qE/s72-c/7138_2011_4_29_156_Comunismo_eretico2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-7678790429252129223</id><published>2011-07-06T01:56:00.000-07:00</published><updated>2011-12-19T10:50:35.838-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>"I Grandi Baroni" sono i proprietari del pappagallo?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Vfv-Mof_wDY/Tu-HMbLGxdI/AAAAAAAAAG4/PcmWiEv2GM4/s1600/Ernesto%2BRossi.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 176px; FLOAT: left; HEIGHT: 204px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687913501914744274" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-Vfv-Mof_wDY/Tu-HMbLGxdI/AAAAAAAAAG4/PcmWiEv2GM4/s400/Ernesto%2BRossi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I "padroni del vapore" di Ernesto Rossi uscì in prima edizione presso Laterza nel 1955 in tre mila copie subito esaurite ed in un'altra ristampa del febbraio successivo di duemila copie. Fu un testo che sollecitò parecchi interventi presso la pubblicistica dell'epoca anche perché, cosa strana per quei tempi fu trasmesso in televisione ed alla radio un dibattito sul libro appena uscito nelle librerie con lo stesso autore ed il presidente della Confindustria Angelo Costa, moderatore Ugo La Malfa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costa fu messo subito in difficoltà dalle precise considerazioni di Ernesto Rossi che chiamava in causa la responsabilità della classe imprenditoriale, accusata di avere uno scarso senso degli interessi nazionali e di aver avuto una corresponsabilità continuata con la dittatura fascista e la sua politica protezionista ed assistenzialistica, politica di cui avevano beneficiato, e per altro beneficiavano ancora nel secondo dopoguerra i magnati dell'industria. Alle strette, con stupore degli ascoltatori, il presidente della Confindustria ammise con semplicità che " Gli industriali italiani erano uomini come gli altri, con i loro pregi e le loro manchevolezze", ovviamente il pubblicista gli ricordò che "Ogni categoria sociale ha tanta maggiore responsabilità per tutto quello che avviene nella vita pubblica del proprio paese quanto maggiore è il suo potere". In una lettera a Laterza Rossi confidò di essere diventato più famoso della "lollo"in seguito al dibattito radio-televisivo , intendendo Gina Lollobrigida, attrice che in quegli anni era salita alla ribalta con numerosi film.&lt;br /&gt;Dopo nove anni immerso nella ricerca presso gli archivi, Ernesto Rossi torna sul suo libro e ne prepara una nuova edizione. Il testo viene rivisitato e modificato in alcune parti dopo aver consultato le molte pubblicazioni di "schifosa propaganda della politica autarchica e corporativa di economisti" come Papi, Fanfani, quello che poi sarà leader della Democrazia Cristiana, Vito ecc., e dopo aver ricostruito il finanziamento del movimento fascista da parte dei "Grandi Baroni" della industria e della finanza già prima della marcia su Roma. Su questo tema nacque una polemica con De Felice che aveva già pubblicato il suo primo Tomo della monumentale opera sul Fascismo .(vedi "l'Astrolabio")&lt;br /&gt;Un altro punto sviluppato nella nuova edizione è la riflessione sul trasformismo delle "grandi firme" giornalistiche fra le quali primeggiava Mario Missiroli , giornalista affermato sia durante il fascismo sia dopo, Presidente della stampa italiana e direttore del Messaggero di Roma negli anni sessanta e che rappresentava l'opportunismo di un cospicuo numero di intellettuali che avevano incensato la dittatura.&lt;br /&gt;Ne "I padroni del vapore" è ricostruito il rapporto imprenditori-fascismo utilizzando come fonti documentarie i fascicoli dell'Ufficio Studi della Confindustria, gli Atti delle sedute parlamentari, i bilanci delle principali Società per azioni, con un'analisi che permette di evidenziare i limiti del ceto dirigente italiano che ha come orizzonte il proprio particolare.&lt;br /&gt;Altri testi sulla quale si basano le considerazioni dell'autore sono i due volumi di Felice Guarneri, editi nel 1953,"Battaglie economiche fra le due guerre", responsabile dei servizi economici della Confindustria dal 1920 al 1935 e poi Ministro agli Scambi e alle Valute, di fatto un funzionario di primo piano del grande capitale. Ma, questa è una particolarità di molti dirigenti "tecnici" e giuristi, ritroviamo Guarneri nella repubblica del dopoguerra ricoprire numerose cariche importanti, Presidente dell'Istituto Fondiario Beni Stabili, Presidente delle Industrie Petrolifere e Chimiche, Presidente Fondiaria Mobiliare e Immobiliare, consigliere di amministrazione di numerose società tra cui la Edison,la Montedison, la Falk.&lt;br /&gt;Questo aspetto, carriere prestigiose del fascismo che continuano ad affermarsi anche dopo il 1945 con la repubblica democratica, è una caratteristica che il lavoro di Rossi chiarisce ampiamente: dirigenti industriali, politici, economisti, giuristi presenti nell'età liberale in posizioni di rilievo, continuano ad avere una presenza attiva nell'establishment della dittatura ed ancora, nei limiti della loro età anagrafica, con un ruolo di primo piano nelle Università come nelle Industrie, nelle Banche o nei Ministeri come responsabili della "nuova politica economica" repubblicana.&lt;br /&gt;Una dimostrazione pratica di come le "regole essenziali" che hanno caratterizzato l'evoluzione del capitale, della finanza e l'economia nell'età liberale ha convissuto pacificamente con il fascismo prima e con la democrazia dopo. Il sapere della cultura dominante ha percorso l'evoluzione delle forme politiche modulando il proprio intervento senza per questo perdere potere ed efficacia nel raggiungimento dei propri obiettivi.&lt;br /&gt;Un altro testo studiato da Rossi è "Dal taccuino di un borghese" (ed. del 1946 e del 1986 con il Mulino) di Ettore Conti, imprenditore, Alto Commissario armi e munizioni e aeronautiche nel 1919-1920, Senatore del Regno presidente della Confindustria dal 1918 al 1922, direttore della Banca Commerciale dal 1930 al 1945, consigliere Assicurazioni Generali, della Montecatini, direttore tecnico amministrativo della Edison, nella sua persona l'intreccio economico imprenditoriale, finanziario, politico e diplomatico che nel ventennio ha contribuito e sostenuto le politiche del regime.&lt;br /&gt;Ernesto Rossi non è un marxista, ha come punto di riferimento l'economia anglosassone, per questo la sua opera vuole essere in primo luogo una denuncia, non moralistica ma politica, del pericolo che uno Stato corre quando si avvia un processo di concentrazione in poche mani del potere economico , mani che finanziano partiti e stampa, corrompendo politici ed alti burocrati e facendo leva su sentimenti nazionalistici. Ma vuole anche offrire elementi concreti per fare un bilancio dell'eredità del ventennio, dove "I Grandi Baroni" hanno rafforzato e conservato i loro patrimoni, hanno aumentato la loro influenza nelle scelte politiche economiche, hanno collocato uomini di fiducia nella Pubblica Amministrazione, mentre le gerarchie ecclesiastiche a partire dai Patti Lateranensi hanno accresciuto patrimoni e privilegi. E' interessante l'attenzione nei confronti della Pubblica Amministrazione dedicata dall'autore soprattutto sulla grande trasformazione che avviene dal 1922 in poi e che vede la presenza nei più alti gradi della burocrazia di funzionari incapaci e corrotti che hanno fatto carriera solo per la "sicura fede".&lt;br /&gt;In una "combinazione" norme-burocrazie, dove leggi appropriate che restringevano la potenzialità economica di nuove imprese (es. RDL del 1926 n.413, che regolava la disciplina delle spa e RDL del 1927 n. 2107, che prescriveva l'obbligo per i centri urbani con più di centomila abitanti di aprire nuovi impianti industriali con più di cento operai solo dopo il preventivo permesso del Ministero dell'Economia) e dirigenti ministeriali, asserviti alla Confindustria riuscivano a cristallizzare l'economia del paese assicurando la formazione dei monopoli . Il Sindacato degli industriali attraverso i veti burocratici e l'ampio impianto normativo che il fascismo era riuscito a varare potevano così far quadrato nei confronti di eventuali concorrenti.&lt;br /&gt;In una lettera al proprio editore, Rossi scriveva:"Giacchè facciamo questo lavoro, cerchiamo di farlo bene, in modo che possa veramente servire come raccolta e prima elaborazione di documenti allo storico del futuro", questa "prima elaborazione" di Rossi per lo storico futuro ricopre ancora un ruolo fondamentale nella ricostruzione economica politica della salita al potere del fascismo, del regime e del dopoguerra, perché ancora vi sono nel campo della ricerca numerose lacune da colmare, a partire dai nodi posti da Rossi prendiamo ad esempio il sodalizio che sin dall'inizio si attua fra la Confindustria e i fascisti:&lt;br /&gt;Il fascismo garantisce già da subito insieme alle figure politiche conservatrici alcuni desiderata dei padroni del vapore. Infatti se ci soffermiamo sulle prime decisioni prese dal governo fasciste, non possiamo dimenticare che il 14 novembre del 1922, il consiglio su proposta di Mussolini approva un disegno di legge che di fatto chiude i lavori della "Commissione di inchiesta sulla guerra" istituita nel 1920 da Giolitti che era composta da 15 deputati e da 15 senatori. La Commissione doveva accertare oneri finanziari a carico dello Stato per le spese di guerra, procedere alla revisione delle commesse delle indennità, individuare ogni responsabilità morale, giuridica, amministrativa, politica; recuperare all'erario ciò che risultasse doversi recuperare cioè una parte considerevole "dei lucri indebiti od eccessivi". Nonostante l'ostruzionismo dei fornitori di materiale bellico e dei complici ministeriali la Commissione aveva fatto un ottimo lavoro decidendo il recupero di circa 320 milioni di lire dell'epoca come primo pacchetto di recupero, ovviamente la stampa "patriottica" respingeva l'accusa individuando nella Commissione un organo manovrato dai "rossi".&lt;br /&gt;Eppure solo due anni prima Mussolini aveva tuonato sul "Popolo d'Italia" che sulle commesse di guerra dei "briganti che hanno perpetrato ruberie colossali. Noi crediamo che si possa recuperare centinaia e centinaia di milioni"(2/6/1920). Di fatto, in seguito Mussolini risarcisce la grande industria che gli ha spianato la strada del potere con l'affossamento di questo recupero, e sarà lo stesso "duce" ad ammetterlo il 19/7/1924 all'on. Begnasco che gli aveva presentato una commissione di operai fascisti di Torino (vedi "il Lavoro"): " Il Governo, attraverso il Ministero delle Finanze, ha favorito l'industria, fino a condonarle 300 milioni di lire di utili abusivi di guerra, ridotti ora a qualche decina di milioni che sono stati anche rateati in parecchi anni."&lt;br /&gt;Fra i maggiori recuperi non avvenuti ci sono 46 milioni dell'Ansaldo ( i cui proprietari, i fratelli Perrone) avevano finanziato la marcia su Roma e 44 milioni dell'ILVA dove l'amministratore era Max Bondi.&lt;br /&gt;Un altro benefit agli imprenditori da parte del nuovo regime fu il decreto del 29/11/1922 n.1478 che aveva abrogato la legge 474 che obbligava le società commerciali ad investire in titoli di Stato la terza parte delle loro riserve, il decreto fu firmato da Facta e pubblicato il 29/11/1922 ed ancora, il ddl del Tesoro e Finanza che abrogava la legge 24 del 1920 sulla obbligatorietà della conversione in nominativi dei titoli al portatore emessi dallo Stato, Provincia,Comuni e spa, legge voluta da Giolitti per bloccare l'evasione fiscale. Questa norma era fortemente osteggiata dai più grandi imprenditori se solo l'otto novembre del 1922 il Presidente della Confindustria, il Presidente della Lega degli industriali di Torino, Conti, Falk, Olivetti, Biancardi avevano chiesto la abolizione della nominatività estesa anche ai privati.&lt;br /&gt;Non basta più per lo storico accertare la già documentata fase del finanziamento dei "Padroni del vapore" al movimento fascista, ma occorre indagare quanto abbia pesato per le scelte economiche e politiche del ventennio questo pesante rapporto fra la Confindustria e il ceto dirigente in camicia nera.&lt;br /&gt;A dimostrare quanto, per puro tornaconto, il governo fascista fosse a conoscenza ed avesse accettato l'impianto invischiato che il padronato della Confindustria aveva costruito a suo totale beneficio è chiarito dalla presa di posizione di Mussolini del 1943 quando era a capo della Repubblica di Salò dopo aver "registrato" l'abbandono del sostegno al suo governo da parte di alcuni grandi imprenditori. Giuseppe Dolfin, segretario di Mussolini, inviò un dossier , nel dicembre del 1943, al capo della polizia:"D'ordine del Duce ti trasmetto l'accluso fascicolo che documenta attraverso quali sistemi di corruzione determinati noti industriali, fra i quali Volpi, Donegani ed altri, immobilizzassero ogni libertà d'azione sia di dirigenti sindacali che di alti funzionari dello Stato che venivano loro legati attraverso integrazioni vere e proprie di stipendi. E' desiderio Superiore [di Mussolini ] che venga compiuta una rigorosa inchiesta atta ad individuare le singole responsabilità che vanno perseguite a norma di legge. Una parte di questi industriali sono indiziati attualmente come finanziatori di partigiani".( Archivio Centrale dello Stato,Segreteria particolare del duce, carteggio riservato RSI, b.16,f. Volpi)&lt;br /&gt;Come bene osserva Mimmo Franzinelli nella presentazione del libro di Rossi, " le notizie raccolte dai capi della Repubblica Sociale Italiana rivelano retrospettivamente l'esistenza di un collaudato sistemi di tangenti versate dalla Confindustria ad alti funzionari dello Stato".&lt;br /&gt;Ci sono un altro paio di considerazioni che suscita il lavoro dell'autore, la prima riguarda le teorie corporative che sono presenti nel mondo accademico cattolico, già da molto tempo prima del fascismo. Le organizzazioni elefantiache legate al Ministero delle Corporazioni prive di reali risultati soddisfacenti, lasceranno il loro segno nella Pubblica Amministrazione anche dopo il 1945 , ed ancor di più l'impianto civilistico e penale dei codici preparati da Rocco ed i suoi collaboratori, che altro non sono che una summa appartenente alla cultura reazionaria del pensiero giuridico. La Repubblica italiana sorta dopo il fascismo, come mai ha mantenuto quell'impianto composto dai codici che hanno regolamentato ancora per decenni la vita democratica del paese?&lt;br /&gt;L'immagine che ci hanno dato di Mussolini le analisi di storici, i numerosi documentari trasmessi in TV, i reportage giornalistici , tranne in pochi casi, sorvolano sulla economia e sull'influenza che questa ha avuto sulle decisioni politiche del ventennio, sulle reali condizioni sociali delle classi inferiori, ma "esaltano" più o meno "l'originalità" e lo spessore politico del movimento. Senza nulla togliere all'importanza di fare ricerche storiche che individuino le diversità e che specifichino in maniera documentata le vicende del passato, sarebbe interessante rivisitare i discorsi e gli articoli di Mussolini, in qualità di massimo esponente fascista, contestualizzandoli con quello che "realmente" è accaduto. Sotto lo smalto del decisionismo austero, pieno di ferme prese di posizioni e di disegni ben ponderati, forse scopriremmo un altro duce: un abile imbonitore e mediatore, ossequioso dei poteri forti, che ricatta e modifica le posizioni in poco tempo per seguire una propria sensibilità politica ed al tempo stesso un "capo" che ha la capacità di costruire attorno alla propria figura pubblica un'immagine irreale che suggestiona.&lt;br /&gt;La freschezza e l'attualità dell'opera di Ernesto Rossi, antifascista, al confino con i migliori intellettuali, amico di Salvemini e Rosselli e grande giornalista e scrittore, sta nella capacità di indagare il passato senza farsi fuorviare dai pappagalli, come annota in una sua lettera, a lui interessava individuare e rilevare le malefatte del padrone del pappagallo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-7678790429252129223?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/7678790429252129223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/07/i-grandi-baroni-sono-i-proprietari-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7678790429252129223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7678790429252129223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/07/i-grandi-baroni-sono-i-proprietari-del.html' title='&quot;I Grandi Baroni&quot; sono i proprietari del pappagallo?'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Vfv-Mof_wDY/Tu-HMbLGxdI/AAAAAAAAAG4/PcmWiEv2GM4/s72-c/Ernesto%2BRossi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-3291599798173245626</id><published>2011-06-09T09:29:00.001-07:00</published><updated>2011-06-09T09:47:02.208-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Ermanno Rea: un napoletano non moderato</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-EM85t6tM1sc/TfD14xZaT3I/AAAAAAAAAFw/7A45M5FnyfU/s1600/Ermanno%2BRea.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 199px; FLOAT: left; HEIGHT: 253px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616259091012407154" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-EM85t6tM1sc/TfD14xZaT3I/AAAAAAAAAFw/7A45M5FnyfU/s400/Ermanno%2BRea.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lo scrittore e giornalista napoletano Ermanno Rea ha pubblicato il 1 Giugno 2011 sul quotidiano “Il Manifesto” il bellissimo articolo che qui riportiamo perché costituisce uno degli interventi più significativi apparsi sulla stampa a commento del risultato delle elezioni amministrative di questo 2011.Ermanno Rea (Classe 1927) è inutile ricordarlo è autore di famosi romanzi tra cui cito solo i suoi due più celebri “Mistero Napoletano” apparso nel 1995 per le edizioni Einaudi e “La Dismissione” del 2002 pubblicato da Rizzoli sulla vicenda della deindustrializzazione dell’area di Bagnoli a Napoli.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho votato anch'io per Luigi De Magistris. Beninteso idealmente soltanto, da momento che non faccio più parte da tempo immemorabile delle liste elettorali napoletane. La mia dichiarazione di voto l'ho fatta pubblicamente il giorno prima che fossero aperti i seggi (vedi l'intervista firmata da Angelo Mastrandrea sul manifesto del 15 maggio scorso); anzi prima, avendo sottoscritto un appello a favore dell'ex magistrato a campagna elettorale appena iniziata. Perché ho votato anch'io per De Magistris? Non nutro particolari simpatie politiche verso l'Italia dei Valori e verso il suo leader Di Pietro (anche se ho condiviso nel tempo più di una sua sortita controcorrente e, in generale, la sua inclinazione all'intransigenza); non conosco personalmente il nuovo sindaco di Napoli e ho informazioni alquanto confuse sul suo operato di magistrato nonché sulla sua attività di europarlamentare.&lt;br /&gt;Allora perché mi sono precocemente schierato a suo favore? In nome di che cosa? So bene che mi corre l'obbligo di dare una risposta convincente e non banale a questa domanda. Una risposta capace di contenere al suo interno non soltanto la mia personale soddisfazione per come sono andate le cose, ma la soddisfazione, spesso spinta fino all'entusiasmo, della maggioranza dei miei concittadini che hanno issato rabbiosamente (proprio così, rabbiosamente, al di là delle parole di certi gazzettieri sempre a caccia del "pittoresco" partenopeo) quest'uomo-bandiera sulle loro (le nostre) macerie.&lt;br /&gt;Ed ecco la mia risposta nella sua scabra semplicità. Io ho votato (idealmente) per De Magistris perché non è un moderato. Perché detesto con tutto me stesso coloro che in questo nostro Paese di camaleonti abusano cinicamente di questa parola per contrabbandare la loro disponibilità ai peggiori compromessi, la loro riottosa opposizione a ogni forma di cambiamento e di innovazione, la loro irrefrenabile empatia per i cosiddetti uomini-cricca, i salassatori delle risorse pubbliche, i piccoli e grandi ladri, e tanto meglio se sono contemporaneamente legati all'Opus Dei o se sono addirittura «gentiluomini del Papa».&lt;br /&gt;Così sono i "moderati" nei fatti. Almeno in Italia. Nei fatti però, non nel lessico politico e televisivo dove i significati delle parole vengono normalmente stravolti senza per altro che nessuno si ribelli e invochi quanto meno un po' di giustizia e correttezza almeno sul piano della semantica. Insomma nel lessico politico e televisivo questa genia chissà come si santifica, da acqua sporca che era si trasforma in acqua benedetta. Ancora l'altro ieri, nel corso delle torrenziali discussioni di commento all'esito delle elezioni si sono sentite riecheggiare insopportabili idiozie.&lt;br /&gt;A cominciare da quella secondo la quale De Magistris e Pisapia, pur non essendo dei moderati, sarebbero tuttavia persone garbate e perbene, e ciò quasi a garanzia che non esagereranno nel difendere rom, immigrati e altri diseredati; che non si ergeranno, al di là di certi limiti, a paladini della legalità (altrimenti chiamata persecuzione giudiziaria); che non mortificheranno troppo palazzinari e affini; che non difenderanno con zelo eccessivo e riprovevole (beninteso dal punto di vista dello sviluppo economico) paesaggio e ambiente.&lt;br /&gt;Ecco dunque perché ho votato (idealmente) per De Magistris, ed ecco perché penso che l'abbiano votato in massa nella mia città natale, dove forse più che altrove di moderatismo perverso si muore, come dimostra tutta la storia della metropoli campana dall'unificazione nazionale ai giorni nostri, intessuta com'è, senza sosta, di compromessi, malversazioni, scandali, collusioni camorristiche, compravendite di voti, bugie, abusi (è passato un sessantennio e forse più , ma chi ha dimenticato a Napoli, e non soltanto a Napoli, l'armatore Achille Lauro?)&lt;br /&gt;Ci volle la caduta del muro di Berlino, nel 1989, e la successiva ascesa alla poltrona di sindaco di Antonio Bassolino perché all'ombra del Vesuvio cominciasse ad aver corso legale la parola speranza. Speranza in un destino diverso, non più di sottosviluppo e di illegalità diffusa. Purtroppo quella speranza, incautamente chiamata Rinascimento, durò pochissimo, sopraffatta proprio da quel vento avvolgente e diabolicamente seduttivo cui non so che altro titolo dare se non quello di moderatismo all'italiana.&lt;br /&gt;Ne rimase vittima lo stesso Bassolino, che pure aveva esordito sfidando tutti i vecchi dèmoni della città, chiedendo ai suoi concittadini di essere protagonisti, in prima persona, di un cambiamento epocale attraverso una partecipazione politica appassionata e ininterrotta, salvo poi arroccarsi progressivamente nella sua cittadella amministrativa fino a spegnere ogni entusiasmo con la politica della rassicurazione (ci penso io a raddrizzare le cose, basta con le mobilitazioni generali, abbiate fiducia in me...).&lt;br /&gt;Sarà capace Luigi De Magistris di resistere alle tentazioni dell'autosufficienza? Di chiedere ai napoletani di essere presenti con tutta la loro creatività nella difficilissima guerra contro gli innumerevoli mali e perversioni che avvelenano la metropoli, a cominciare da quella illegalità generalizzata, madre di tutti i disastri di ieri e di oggi?&lt;br /&gt;Io questo naturalmente non lo so, non so cioè fino a che punto il nuovo sindaco saprà essere sino in fondo all'altezza del compito che si è assunto. Tutto quello che so è che i suoi modi, la sua faccia, la sua cultura, le cose che dice e il modo come le dice certificano che non è un moderato, e quindi è in grado di non lasciarsi condizionare dalle perfide sirene partenopee, ammaliatrici sin dall'antichità più remota. Insomma l'uomo non sembra privo di quel pizzico di giacobinismo che, come ebbi già modo di dire ad Angelo Mastrandrea nella citata intervista del 14 maggio scorso, a me pare essenziale in chi voglia oggi, generosamente, accingersi nell'immane compito di mutare la stessa morfologia sociale e civile di una città lasciata colpevolmente sprofondare in una sorta di cruento caos (De Magistris esordisce come sindaco in una Napoli tanto festosa quanto listata a lutto per la morte di un turista straniero vittima di uno scippo in pieno centro cittadino).&lt;br /&gt;Il compito dell'ex magistrato è di quelli che fanno rabbrividire (ma anche entusiasmare): capovolgere da cima a fondo il volto tumefatto di una città. Renderla sicura. Rispettosa delle leggi. Ordinata. Accogliente. Non so quante volte l'ho detto e l'ho scritto: sono un uomo avanti negli anni, amareggiato e scettico ma incapace di rinunciare a un vecchio sogno che mi accompagnerà fino alla fine. Il sogno di una Napoli fiorita, con tante bouganville e altri rampicanti ai balconi e nelle aiuole pubbliche, maniacalmente pulita e odorosa, gentile nei modi, obbediente alle leggi (dalle più solenni alle più quotidiane e minute), irreprensibile nel traffico e comunque severa con i suoi trasgressori, dotata di una vasta rete di candide strisce pedonali (così rassicuranti per vecchi e disabili), allegra e ospitale, come è sempre stata, ma senza sguaiataggine.&lt;br /&gt;Si tratta davvero di un sogno assurdo e irrealizzabile? Forse sì. O Forse no, chissà. In ogni caso se un tentativo di emendarsi può essere ancora compiuto, ciò è possibile a una sola condizione: che a occupare la poltrona di sindaco non vi sia un cosiddetto moderato. Più precisamente, uno sporco moderato. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-3291599798173245626?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/3291599798173245626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/06/ermanno-rea-un-napoletano-non-moderato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/3291599798173245626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/3291599798173245626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/06/ermanno-rea-un-napoletano-non-moderato.html' title='Ermanno Rea: un napoletano non moderato'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-EM85t6tM1sc/TfD14xZaT3I/AAAAAAAAAFw/7A45M5FnyfU/s72-c/Ermanno%2BRea.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-6088758167608833930</id><published>2011-05-12T09:08:00.000-07:00</published><updated>2011-05-13T13:27:30.003-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011.</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-f-nGvXLacI4/TcwG4CfM0DI/AAAAAAAAAFc/DRwxovOMtgA/s1600/anifesto%2Be%2BLogo%2Bdei%2Bquattro%2Bsi.jpg"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; 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Torino 2010 Einaudi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Questo piccolo saggio di Marco Revelli ha avuto soltanto qualche spazio sui giornali, eppure l'argomento - la povertà in Italia e le crescenti differenze sociali- è quanto mai attuale. Da sottolineare che l’autore ha presieduto tra il 2006 e il 2010 la Commissione di indagine sull'Esclusione Sociale (CIES) regolata dalla legge 8 Novembre 2000 n°328 per promuovere ricerche su povertà ed emarginazione in Italia e proporre misure atte a rimuoverne cause e conseguenze. I dati riportati provengono dunque dalle ricerche più accreditate in ambito europeo e non possono assolutamente essere tacciati di “partigianeria”. Eppure si tratta di un libro “scomodo” perché emergono con tutta evidenza il fallimento delle politiche sociali ed economiche dell'attuale governo e la cecità di un intero ceto politico. C’è un paese colpito dalla grande crisi economica mondiale, i cui effetti si sommano ad una realtà socio-economica perversa, un paese che in questi anni non si è affatto modernizzato e anzi è arretrato, dove le difficoltà del vivere quotidiano ha aperto falle in cui sono cresciute l'intolleranza razziale o contro le donne e i diversi. Nell'Introduzione Revelli osserva che l'Italia è un paese fragile ma non ammette di esserlo perché una “narrazione fantasmagorica, ammiccante” dei mass media fa vedere soltanto l’opulenza dei piani alti. In questa forbice tra la narrazione e la realtà c'è il nulla, c’è la “terra di nessuno” dove nascono i rancori, i risentimenti, le rese morali e l'invidia come sentimento collettivo. E’ questo, secondo l’autore, il risultato di una transizione dall'ordine sociale fordista al consumismo sfrenato e alla molecolarità di oggi.Non vengono fornite ricette ma si sottolinea come le politiche recenti siano state del tutto insufficienti a contenere la crescita esponenziale della povertà assoluta e di tutte le altre forme di emarginazione che hanno trasformato profondamente la nostra società. Questi risultati sono stati provocati certamente dall’impatto della “grande crisi” economica mondiale, ma il paradosso è che l’Italia è rimasta indietro al resto dell’Europa e ha impoverito il suo stesso sistema produttivo. C’è stato insomma uno “sciopero del Capitale”, cioè una mancanza di investimenti da parte dei grandi gruppi industriali italiani in innovazione e sviluppo, che li colloca al livello più basso d’Europa. Questo è dunque un paese impoverito e impaurito. Magistrale è l’analisi che il sociologo torinese compie dell’impoverimento della classe lavoratrice italiana (Capitolo secondo) oppure il quadro variegato del ceto medio che oscilla tra settori impoveriti,tra nicchie di terziario post-moderno, e un’evasione fiscale scandalosa per un paese civile (Capitolo quarto). L’ultimo capitolo,significativamente intitolato “Ambivalenze”, descrive le conseguenze di questa situazione sulla società italiana : essendo tramontata del tutto anche l’idea di una minima redistribuzione del reddito chi si trova in basso nella piramide sociale non ha alcuna speranza di risalita. Siamo in una “società bloccata” in cui dilaga l’invidia sociale e l’odio dei singoli non si rivolge verso chi si approfitta questa situazione ( come i rentiers e gli sfruttatori), ma verso chi sta peggio e si trova in “basso”. Le responsabilità della politica sono enormi e Revelli le denuncia con grande lucidità: un esempio è la scomparsa della solidarietà sociale, che pure è iscritta nella nostra Costituzione, sostituita dalla “sussidiarietà”. La lotta contro la povertà è stata sostituita da pratiche di “beneficenza” e non ricade sotto la sfera dei diritti sociali. Tutto questo con il pieno concorso e l’assenso delle grandi forze politiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marcello Giappichelli&lt;br /&gt;Vito Nanni&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-c9412c0dd7776dab" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v4.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc9412c0dd7776dab%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329873395%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D42B225DF8B5F66D2250EFBA1627E3DB9E9F25E39.14ABBEA3B18EC1B478865D808C9A867B5DF7A189%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc9412c0dd7776dab%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DNSJaEaERfblfL-2MBH-IGwUMhOA&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v4.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc9412c0dd7776dab%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329873395%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D42B225DF8B5F66D2250EFBA1627E3DB9E9F25E39.14ABBEA3B18EC1B478865D808C9A867B5DF7A189%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc9412c0dd7776dab%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DNSJaEaERfblfL-2MBH-IGwUMhOA&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-7241359345304678565?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/7241359345304678565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/04/foto-di-gruppo-dellitalia-di-oggi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7241359345304678565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7241359345304678565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/04/foto-di-gruppo-dellitalia-di-oggi.html' title='Foto di gruppo dell&apos;Italia di oggi'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-QLnxHWWttpo/TbVOvvMGZjI/AAAAAAAAAFU/lkLM1hhF0To/s72-c/Marco%2BRevelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-7072844471197001093</id><published>2011-04-21T08:47:00.001-07:00</published><updated>2011-04-28T08:47:25.281-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>Un profetico intervento di Franco Fortini</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-H94fuyT0tE0/TbBXK5XszDI/AAAAAAAAAFM/VwezzAIWoxI/s1600/fortini_132.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 373px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5598070181532060722" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-H94fuyT0tE0/TbBXK5XszDI/AAAAAAAAAFM/VwezzAIWoxI/s400/fortini_132.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;Ci sembra molto interessante e quanto mai attuale riproporre questo testo di Franco Fortini (Franco Lattes) tratto da “ Che fare” n. 8/9 maggio 1971.Si tratta di un intervento fuori linea pronunciato dal palco di piazza Strozzi, a Firenze, nel corso di una manifestazione nazionale per il Vietnam. Fu definito delirante da Rinascita, dopo mezzora di scontri fra la burocrazia di partito e i giovani della nascente “nuova sinistra” che si avviarono poi in corteo verso il consolato americano sul lungarno.L’avvenimento è molto importante, segna una, forse la prima, rottura in piazza tra le due anime del movimento operaio. A livello storico si riconosce in questo episodio uno degli avvenimenti fondativi del movimento del sessantotto.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Maurizio Lampronti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;font-size:180%;"&gt;&lt;b&gt;Intervento alla manifestazione per la libertà del Vietnam,&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;font-size:180%;"&gt;&lt;b&gt;tenuta in Piazza Strozzi a Firenze il 23 aprile 1967. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;1.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mi sono chiesto di che cosa si stia veramente parlando. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E credo che ragione del nostro discorso &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non sia solo l’atteggiamento da consigliare a noi e agli altri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;per la guerra del Vietnam &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ma sia: l’uso della violenza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;2.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Oggi molti la violenza costringe a non parlare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A poche ore di jet da questo luogo. Come sapete: ammazzando. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E a pochi minuti da qui &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;- ben distribuita fra storiche architetture e autostrade – &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un’altra violenza &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;troppi più altri obbliga &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;con le armi dei bisogni falsi e veri, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;troppi più altri obbliga &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;spaventati o distratti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;a parlar d’altro&lt;br /&gt;o&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; a parlare solo apparentemente di quello di cui stiamo parlando.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ma noi non ,vogliamo dire la penultima parola, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;la consolante penultima parola &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che ci fa sentire abbastanza onesti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La penultima parola che è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;la peggiore nemica dell’ultima. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: bold"&gt;3.&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Cercare di dire l’ultima parola di questa situazione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;equivale a dire che oggi la situazione è rigida. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Che quanto accade fra i Vietnamiti e le forze degli Stati Uniti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non e un episodio di polizia internazionale &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non è soltanto un episodio di neocolonialismo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;né soltanto una guerra d’aggressione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non può essere inserito nel monotono turbine di orrori &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che hanno trasformato in un film mediocre la nostra unica&lt;br /&gt;esistenza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ma è qualcosa di nuovo un esempio un modello &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;del conflitto radicale fra due classi di uomini. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tra due specie fra due ipotesi fra due futuri degli uomini. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non che il pensiero rivoluzionario non lo avesse anticipato: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ma nei nostri anni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;-fosse stata la guerra di Spagna &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;o la grande guerra patriottica sovietica &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;o la rivolta d’Algeria –&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;sempre vi si era accompagnata una mediazione necessaria &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che nella guerra del Vietnam oggi sembra non più necessaria. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per questo&lt;br /&gt;dico che la situazione è straordinariamente rigida. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E i Vietnamiti lo sanno o almeno lo sa chi li guida, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sanno di non combattere solo per la nazione o la libertà. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sanno di non combattere solo per la nazione o la libertà. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Di non combattere solo per l’Asia o per i partiti comunisti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ma di stringere in sé secoli di contraddizioni, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di rappresentare la responsabilità suprema di un modo di esistenza &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;sì che – vinti o vincitori, salvi o uccisi –&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;essi sono fin d’ora non l’immaginazione di intellettuali di buon cuore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ma concrete creature libere e vere, più progredite, più &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;-Diciamo la parola assurda –&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;più felici di noi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: bold"&gt;4.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;C’è uno slogan che forse dobbiamo ripensare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;È quello che dice Yankees go home, Americani a casa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E’ giusto dirlo? Era giusto e lo è &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dove lotta per la nazione e lotta per il socialismo erano o sono ancora una cosa sola .&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ma da noi? Non sono gli Stati Uniti d’America &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La casa madre, la patria, la Gerusalemme del nostro capitalismo? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I marines possono anche andarsene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Restano coloro che prendono le decisioni nella grande industria &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E coloro che per una lunga via gerarchica &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Puntellano il sistema di potere e profitto, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;l’universale buona coscienza di profitto estorto e potere subìto, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;l’universale coscienza felice di essere dentro un sistema, il sistema. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Restano le guardie bianche a Caracas, ad Atene, a Bogotà, fra noi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I marines possono andarsene. In Spagna gli Americani &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non hanno bisogno della NATO .&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Senza troppe lacrime lasciano la Francia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;State attenti che, seguendo un collaudato sistema, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;partiti di governo o d’opposizione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non vi stiano impegnando in combattimenti di retroguardia, non vi invitino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;a sfondare porte già semiaperte, a chiedere di uscire &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;dalla NATO e dal Patto Atlantico quando NATO e Patto Atlantico &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;contano già così poco &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;nella strategia complessiva delle due superpotenze. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E noi sappiamo che ci si può anche generosamente battere &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;per nobili cause non essenziali. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I consigli d’amministrazione delle massime industrie italiane&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ed i sinodi vescovili &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;certo deplorano il massacro del Vietnam &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e- salvo le ripercussioni eventuali sul mercato de1le materie prime –&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e – salvo le ripercussioni eventuali sulla amministrazione elettorale –&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;sarebbero molto lieti della pace. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E chissà che il nostro governo non prenda o non trovi il coraggio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di dare qualche autorizzato dolore agli uomini del Pentagono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold;font-family:arial;" &gt;5&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ma perché gli Stati Uniti se ne vadano dall’ Asia &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;bisogna sappiano non solo di non avere governi amici in Europa &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;bisogna sappiano di avere popoli nemici in Europa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per aiutare veramente il Vietnam insomma&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;– &lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e ml pare già Lenin l’abbia detto –&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;dobbiamo aiutare anzitutto noi stessi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E per aiutare noi stessi qui, dove &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non con le armi ma col capitale gli Americani comandano, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;dobbiamo anzitutto aiutarci contro il capitale nostro, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;contro le forme italiane del sistema mondiale, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;contro la via italiana al profitto mondiale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non basta dire Americani A Casa &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non basta dire Via L’Italia dal Patto Atlantico. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Bisogna dire Via L’Imperialismo Dalla Casa Degli Americani. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Via dalla nostra tolleranza, dai nostri microfoni, dai nostri giornali, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;i complici della violenza per il profitto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;6.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Storia ed esperienza mi hanno insegnato &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che si deve oggi tendere non ad unire ma a dividere. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A dividere sempre più violentemente il mondo, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;a promuovere l’approfondita, la sola vera, la sola feconda divisione,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;divenuta sempre più chiara, dolorosa e necessaria,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;per entro l’unità creata dal mercato internazionale,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;per entro l’unità determinata dal potere e dall’oppressione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Vuol dire anzitutto distruggere le false divisioni del passato, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;vuol dire vedere identificare interpretare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;l’unità confusa e corrotta che oggi esiste.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quando gli Stati Uniti producono la metà di tutto quel che il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;mondo produce, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;quando la metà di quel che mangiamo leggiamo impariamo è prodotto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;direttamente o indirettamente dalla potenza economica e industriale &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;degli Stati Uniti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;questo significa che noi siamo per metà americani &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e che dobbiamo non solo saperlo ma accettarlo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;perché è un modo per dire che siamo cittadini di quel mondo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che dall’interno del capitale si dibatte contro il capitale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Attraverso la politica delta nostra classe politica &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e quella della nostra classe industriale, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;attraverso il regime della produzione e dei consumi e i criteri profitto, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;come attraverso le strutture ideologiche &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;noi siamo già Stati Uniti. E’ per delega del capitale degli Stati Uniti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che il capitale nostro o quello di altre nazioni d’Europa &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;traffica impianta impianta traffici. traffica impianti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;con i Sovietici o con altri paesi dell’Est europeo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E insieme continua a far credere alla vecchia partizione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;sempre meno reale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A noi la massima potenza industriale del mondo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ha passato, come si fa talvolta con i servi, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;le vestaglie ideologiche. I drappi etico-religiosi umanitari,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;gli aromi spirituali invecchiati e le invecchiate tecnologie &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di cui s’è andata rapidamente sbarazzando negli anni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Se anzi c’era bisogno d’una conferma &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Della raggiunta maturità, quindi della inevitabilità degli Stati Uniti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;dell’impossibilità di « mandarli a casa », essa è &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;nel loro odierno franco cinismo, in questa &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;loro funzione di ilari becchini degli ideali che ne sostennero la storia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;7.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ma per un altro verso, per un’altra nostra metà &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Noi siamo Vietnam. Siamo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;quel che in politica economia cultura &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;tutto il Vietnam sarebbe stato &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non avesse scelto, in una sua parte, di morire piuttosto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non avesse scelto questa strada, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non avessero scelto di essere pietra d’intoppo della favola&lt;br /&gt;coesistenziale, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;pietra sulla via della controrivoluzione esportata , &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non avessero scatenate contraddizioni altrimenti latenti, gli Stati &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;Uniti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;col garbo di cui talora non mancano, con quello &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che il linguaggio delle loro” relazioni umane  chiama "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;good will&lt;/span&gt;",&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;li avrebbero accolti come federati nel loro impero. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Avrebbero loro assegnato un preciso tasso di sviluppo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;-In armonia con i loro interessi mondiali-&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e oggi i Vietnamiti starebbero “bene”, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;come noi, più o meno, stiamo” bene” &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;nelle città nelle scuole negli ospedali nella amministrazione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Avrebbero avuto anche una buona ed apolitica protezione sindacale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E dopo vent’anni avrebbero anche potuto forse &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;nazionalizzare la loro industria elettrica. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: bold"&gt;8.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I Vietnamiti combattono un blocco che ha gli Stati Uniti alla testa &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ma di cui fa parte a nome del nostro paese la nostra classe dirigente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;autorizzata ad emettere di tanto in tanto in italiano qualche bel gemito. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I Vietnamiti combattono quel che noi da tempo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;abbiamo accettato: il potere politico fondato su quello economico, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;lo sfruttamento santificato degli ideali antifascisti, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;temperato dal sindacalismo e dalle libertà costituzionali; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;insomma &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;il sistema della libertà come scelta obbligatoria fra prodotti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Essi non hanno forse amici oggi nemmeno fra quelle nazioni &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che quella amicizia dichiarano o provano. Perché non accettano &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di ridursi alla parte che da essi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;anche i loro amici vorrebbero. Non accettano &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di essere i protagonisti di una situazione arretrata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E nemmeno un simbolo. Della loro lotta &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;essi riconoscono amici ed eguali &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;soltanto chi non appena combatte lo stesso nemico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ma lo combatte nello stesso modo e per lo stesso fine, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;al di là dei propri confini e delle proprie bandiere. Questi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non si riconoscono dal grido di Viva il Vietnam &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ma dal modo in cui deliberano di vivere e lavorare, di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;produrre e consumare, un modo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;diverso da quello che i loro padroni vorrebbero; dal modo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che ha trovato la sua formula più provocatoria ma più esatta &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;nel grido: «Guerra no, guerriglia sì ». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;9.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per questo i Vietnamiti sono oggi il popolo più libero della terra. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Perché nessuno come essi incarna oggi la coscienza della necessità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Perché nessuno come essi incarna oggi la costanza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;:degno della elezione storica feroce &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che in sé riassume tutti i caratteri dell’oppressione del passato: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;dove razza, sottosviluppo e persino la stessa consistenza etnica &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;paiono formare la figura dell’uomo ridotto al limite &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;della propria inesistenza, al margine della realtà. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mentre chi li squarta e li brucia &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;è l’erede di tutto quel che gli uomini d’Occidente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;hanno saputo e pensato, l’erede&lt;br /&gt;del Cristianesimo, del Rinascimento e del Liberalismo: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;l’Americano del Nord. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Fra i nostri compagni solo coloro che acceca &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;un operaismo spesso tanto libresco &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;quanto alleato di un demonismo decadente, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;solo coloro possono rifiutarsi di vedere nel popolo del Vietnam &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;- già inserito a metà come forza-lavoro e come possibile forza- consumo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;nel mercato del capitalismo internazionale e per tramite di questo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;nel mercato dell’universa coesistenza &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che questo popolo, dico, non adempie ad una missione “ arretrata”, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non è un coraggioso nipote che deve crescere, ma adempie &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;allo stesso compito storico di liberazione e demistificazione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che cent’anni fa il marxismo assegnò alla classe operaia occidentale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E quanto affermo vale, non occorrerebbe dirlo, per altri &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;più grandi, più sterminati popoli. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;10.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per quindici anni abbiamo chiesto pace &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e quella pace è servita anche &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;a permettere che si continuasse e si accrescesse &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;la guerra quotidiana di chi ha contro chi non ha. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E’ servita alla creazione del neocolonialismo e alle sue vittorie, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;al mantenimento del razzismo sudafricano, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;al rafforzamento della borghesia indiana e del capitalismo giapponese, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;al massacro di centinaia di migliaia di indonesiani &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e oggi alle stragi del Vietnam. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ci hanno ricattati con i loro depositi di atomiche &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I Grandi Popoli padroni del mondo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Impotenti però davanti alla guerriglia dei piccoli popoli &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;o delle minoranze politiche che li abitano. In nome della pace &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ora si raccolgono nei loro pantheon &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;all’ombra dei busti di Platone e Marx, di Lincoln e Lenin, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;d’impianti e di brevetti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e della legge del profitto e del profitto della legge. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;11.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Essere contro l’aggressione americana nel Vietnam non vuoI dire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;essere con i piccoli contro i grandi, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;con i deboli contro i forti, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;con la nostalgia del mondo agrario contro la durezza di quello industriale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Siamo stati accusati di sognare il Vietnam, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;come altri un tempo l’Algeria o Cuba o il Sud, gli umiliati e gli offesi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nessun bisogno di sognare. Vietnam e Cina &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non sono consolazioni per anime ferite. Le ferite rimangono. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E questo dico a chi ci accusa &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di estremismo verbale e irresponsabile. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Lo dico con l’umiltà che si conviene &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;a chi paga di parole dove altri paga con la vita. Ma dev’esser, detto:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;chi vuol combattere quello che è, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;la boria di quello che è, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;la simpatia naturale che il potere ha per il potere, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e il partito d’opposizione per il partito al governo, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;il rispetto naturale che il ministro prova per il ministro straniero &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e il capo di un servizio segreto per il capo del servizio segreto emico, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;chi vuol combattere l’alleanza tendenziale di quel che è &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e vuoI combatterla in nome di quel che non è ancora &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;facilmente sarà accusato : di profetismo, di astrattezza, di moralismo,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di “ avventurismo piccolo-borghese”. Non è così che si dice? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Fatelo pure, dunque, se volete e vi nutre. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;12.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Domani potrà accadere qualsiasi cosa. Governi e poteri &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;potranno domani venire a qualsiasi compromesso, oggi inimmaginabile. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non si resiste soltanto morendo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ma nulla potrà fare che non siano stati &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;questi anni di massacri assolutamente illuminati, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di una parte di noi stessi su di un’altra parte di noi stessi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nulla potrà togliere la certezza &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che internazionalmente agire contro l’ordine del profitto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e contro la dissociazione degli uomini &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;è possibile e non è utopia. Che le mete formulate &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;cent’anni fa dal pensiero rivoluzionario &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;sono oggi più vicine che mai &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;per l’enorme carica di furore e di demenza &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che s’è accumulata nelle case, nelle fabbriche e nelle armi dei potenti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e da quelle è entrata in noi a stravolgere – o avvicinare? - verità e vita. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non so se questa sia una parola ultima. Ma chi dice &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;quasi tutta la verità è certo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;il peggior nemico della verità. Chi parla solo dell’oggi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non vuole che il domani venga. Chi dice la penultima parola &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;è il peggiore nemico dell’ultima. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mi sono chiesto all’inizio di che cosa si stesse davvero parlando: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e so che abbiamo parlato del Vietnam nella misura &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;in cui abbiamo parlato di noi, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;della violenza che subiamo e di quella che dobbiamo esercitare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;Franco Fortini &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="center"&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-8c64585dcf65ec" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param 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href="http://1.bp.blogspot.com/-29Ra4c4G3B8/TYiBDD--WJI/AAAAAAAAAE4/I9dEpbpLU2E/s1600/bici1.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 283px; display: block; height: 400px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586857227362130066" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-29Ra4c4G3B8/TYiBDD--WJI/AAAAAAAAAE4/I9dEpbpLU2E/s400/bici1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Venerdì 25 Marzo 2011, presso il circolo Arci-Url San Niccolò l'Archivio'68 presenta una iniziativa di riflessione storico politica sul tema dei diritti del lavoro. La serata prevede anche la proiezione di un filmato firmato da E. Comparini e Luigi Chezzi dal significativo titolo "Lacrime e Sangue".L'intento che ci proponiamo è quello di far ripartire la riflessione collettiva sui diritti del lavoro che ,ora più di sempre, hanno subito un attacco terribile : soltanto se i lavoratori in prima persona riprendono coscienza della gravità di queasto attacco, si potrà pensare di poter reagire ad esso. Certamente questa consapevolezza deve essere stimolata e sostenuta anche da iniziative di contrinformazione come questa.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Vito Nanni&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-3020799495215188141?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/3020799495215188141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/03/una-nuova-iniziativa-dellarchivio-68.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/3020799495215188141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/3020799495215188141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/03/una-nuova-iniziativa-dellarchivio-68.html' title='Una nuova iniziativa dell&apos;archivio &apos;68 presso il circolo Url-Arci Di San Niccolò'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-iIFWUFXeRAM/TYiBNgSD1yI/AAAAAAAAAFA/KBnR9pax28A/s72-c/treno1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-7457712752223007389</id><published>2011-03-11T11:09:00.000-08:00</published><updated>2011-05-18T10:04:20.942-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>"Convegno di Medicina Democratica sulla organizzazione del lavoro, la nocività e gli omicidi bianchi ".</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-v9Y3y3hr5-k/TXp1qQeCS2I/AAAAAAAAAEw/mFt7p43Yxtw/s1600/pietro-mirabelli.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582904056915053410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 169px; HEIGHT: 298px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-v9Y3y3hr5-k/TXp1qQeCS2I/AAAAAAAAAEw/mFt7p43Yxtw/s320/pietro-mirabelli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; IN RICORDO DI PIETRO MIRABELLI MINATORE CALABRESE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL SEMINARIO DI RIFLESSIONE SU:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL LAVORO CHE USURA E UCCIDE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO “MALATA”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VENERDI’ 20 MAGGIO A FIRENZE&lt;br /&gt;SALA EX LEOPOLDINE – Piazza TASSO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Programma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mattina 9.30-13.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti Gabriele Mirabelli&lt;br /&gt;Introduce Fulvio Aurora, vice presidente Medicina Democratica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL LAVORO CHE USURA E UCCIDE&lt;br /&gt;Effetti sulla salute, testimonianze, aspetti normativi e proposte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Modera Riccardo Chiari, Giornalista Redazione del Manifesto - Toscana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interventi:&lt;br /&gt;-Giovanni Costa, medico del lavoro, ergonomo Università di Milano&lt;br /&gt;-Luigi Mara, chimico Medicina Democratica–centro Giulio Maccacaro di Castellanza&lt;br /&gt;-Angelo D’Errico, medico epidemiologo-università di Torino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne discutono&lt;br /&gt;-Dante De Angelis, delegato RLS Trenitalia&lt;br /&gt;-Maurizio Cardellini – AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto)&lt;br /&gt;-Antonella Bellagamba, delegata RLS-RSU FIOM Piaggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dibattito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pomeriggio 14:30-17:30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO “MALATA”&lt;br /&gt;Ricerche, testimonianze, proposte di risanamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduce e modera Gino Carpentiero, medico del lavoro, ASL 10 Firenze&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interventi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Simona Baldanzi, sociologa del lavoro e scrittrice – Firenze&lt;br /&gt;- Alessandra Re – psicologa del lavoro – Università di Torino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne discutono:&lt;br /&gt;- Antonio Mirabelli, RLS Edilizia&lt;br /&gt;- Delegato RSU/RLS - Fiat Torino&lt;br /&gt;- Mario Sirianni, operaio RLS Toto Costruzioni&lt;br /&gt;- Ciro Crescentini - Fillea - Napoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dibattito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONCLUSIONI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In ricordo di Pietro Mirabelli. Il 22 settembre del 2010 è morto sul lavoro Pietro Mirabelli. Una grande pietra, staccatasi da un’altezza di circa 7-8 metri, lo ha colpito lateralmente alla schiena. Stava costruendo, per conto di una ditta italiana, la galleria del San Gottardo, il tunnel dei record che è stato pagato a caro prezzo dai minatori: sono stati nove i morti in quello stesso cantiere. Pietro è morto in Svizzera, a Sigirino, durante il turno di notte, a 20 ore di pullman dalla sua casa, Pagliarelle, una piccola frazione di Petilia Policastro, nella provincia di Crotone.&lt;br /&gt;Questa morte aggrava il già pesante bollettino di guerra che ogni anno si abbatte sul mondo del lavoro. Ma al dolore infinito che colpisce gli amici e i parenti di Pietro si aggiunge la rabbia e l'incredulità per la perdita di un uomo che la Toscana ha conosciuto come paladino della lotta per la sicurezza nei cantieri dell'Alta Velocità in Mugello.&lt;br /&gt;L'iniziativa che Medicina Democratica intende promuovere nasce dalla volontà non solo di ricordare l'uomo e il delegato sindacale Pietro Mirabelli, ma anche di cercare di proseguire l'attività di denuncia di una complessiva organizzazione del lavoro che, negli ultimi decenni, ha compresso sempre più le libertà e i diritti del lavoro salariato, in particolare nel settore dell'industria e delle costruzioni.&lt;br /&gt;Organizzazione del lavoro: riflessioni e proposte. A fronte di una crescita esponenziale dell'innovazione tecnologia impiegata nei processi produttivi, dei progressi scientifici in ambito medico ed epidemiologico e di un significativo miglioramento della legislazione relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro, la questione delle morti sul lavoro rimane un'emergenza che il quadro politico ha relegato in posizioni marginali nel dibattito pubblico. Infatti, la gran parte degli infortuni è ascrivibile, oltre che alle violazioni della normativa sulle macchine e le attrezzature, anche a un’organizzazione del lavoro fatta di orari, turni e ritmi non “ergonomici”. Accanto agli infortuni si riscontra una più generale perdita di salute dei lavoratori con un aumento delle malattie professionali, in particolare stress, mobbing e fatica fisica eccessiva, in cui l'organizzazione del lavoro ha un peso rilevante. Non esiste ancora una normativa organica sui lavori usuranti (in galleria, fonderia, catena di montaggio, turnisti), sebbene numerose ricerche dimostrino ormai che gli operai che li svolgono hanno un’aspettativa e una qualità della vita peggiori. Infine, il nodo dell'organizzazione del lavoro rende oggi necessaria una riflessione più approfondita sui rapporti di forza che caratterizzano il capitalismo contemporaneo. Sulla scia dell'impennata della conflittualità tra capitale e lavoro, simboleggiata dalla vicenda Fiat, il convegno organizzato da Medicina Democratica si colloca nel quadro delle numerose iniziative che mirano al rilancio del protagonismo del mondo del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'iniziativa si suddivide in due momenti: il primo a carattere tecnico-scientifico e il secondo dedicato a una riflessione più politica.&lt;br /&gt;Nella sessione mattutina sarà affrontato il tema dell’organizzazione del lavoro, spesso intrinsecamente incompatibile con la tutela della salute dei lavoratori; nella sessione pomeridiana sarà invece trattato il tema del lavoro che usura e uccide, non solo improvvisamente con gli infortuni, ma anche lentamente con tumori, malattie cardiovascolari e altre patologie chiaramente imputabili alle mansioni svolte. In entrambe le sessioni, il ruolo di commento degli interventi e di stimolo del dibattito con il pubblico presente sarà svolto da delegati sindacali, RLS e esponenti dell'associazionismo, al fine di mettere in luce la necessità e l'utilità di un raccordo continuo tra i risultati raggiunti dalla ricerca scientifica e le esperienze, le priorità e le problematiche sollevate da chi, sui temi della sicurezza e della salute, si impegna quotidianamente “sul campo”.&lt;br /&gt;La seconda parte del convegno si svolgerà invece la sera e avrà la forma di un dibattito più generale sul conflitto capitale – lavoro, anche con proposte concrete di uscita dal modello della crescita permanente che “intossica” sia i lavoratori che l’ambiente in cui viviamo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-7457712752223007389?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/7457712752223007389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/03/proposta-di-medicina-democratica-per-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7457712752223007389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7457712752223007389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/03/proposta-di-medicina-democratica-per-un.html' title='&quot;Convegno di Medicina Democratica sulla organizzazione del lavoro, la nocività e gli omicidi bianchi &quot;.'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-v9Y3y3hr5-k/TXp1qQeCS2I/AAAAAAAAAEw/mFt7p43Yxtw/s72-c/pietro-mirabelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-6579012426221171720</id><published>2011-02-21T11:12:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:23:55.944-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Cattivi Maestri in azione durante le celebrazioni della "Giornata del Ricordo"</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-OiB8QV6uIEI/TWacubmXwaI/AAAAAAAAAEo/-ZYHxsggiGs/s1600/foibe_revisionismo700.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 269px; float: right; height: 400px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577317510041551266" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-OiB8QV6uIEI/TWacubmXwaI/AAAAAAAAAEo/-ZYHxsggiGs/s400/foibe_revisionismo700.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Pubblichiamo qui di seguito un interessante articolo apparso sull’ultimo numero di “Micromega” che riguarda le concluse celebrazioni della così detta “giornata del Ricordo” cioè la festa che le destre al potere hanno voluto istituire per ricordare le vittime che ci furono nel 1945 nella zona di Trieste. Questa ricorrenza è stata spesso interpretata come l’occasione per celebrare la “giornata delle vittime del comunismo”, secondo un curioso stravolgimento che ne è stato fatto nelle celebrazioni che si sono tenute. In pratica si è trattato spesso di una vera e propria operazione di revisionismo e di “rivincita” politica in cui tutto, dal contesto storico ,alle cifre riguardanti le vittime, ai fatti stessi sono state comunicate senza il minimo riscontro. Anche in Toscana, terra ostica a questo tipo di propaganda ,c’è stato un raduno il 5 Febbraio alla presenza del Ministro Meloni in cui poche decine di militanti del centro sociale “Casaggì” hanno inneggiato alla loro “visibilità” in una città in cui sono stati sempre costretti a vivere di nascosto. Anche questo è un segno dell’imbarbarimento dei tempi che viviamo. Noi sul nostro Blog vogliamo fare anche un po’ di sana contro-informazione,per cui riproduciamo questo articolo corredato da una intervista alla storica Alessandra Kersevan.Segnaleremo anche i testi più seri e rigorosi che trattano l’argomento in modo da offrire strumenti di approfondimento che possano fungere da “antidoti” all’ignoranza e alla manipolazione.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Vito Nanni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Cattivi Maestri&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giornata del Ricordo: 10 febbraio. Poco prima, Giornata della Memoria: 27 gennaio. Innanzi tutto, mi si lasci dire che appare davvero difficile da accettare il paragone tra un fatto storico come la Shoa, che ha una sua unicità terribile nella vicenda dell’umanità, e una serie di eventi che certamente tragici, rientrano tra le “normali”, per quanto variamente efferate, vicissitudini dei conflitti bellici. In secondo luogo, posso aggiungere che questo proliferare di memorie obbligate e “condivise” (altre proposte di leggi e leggine si annunciano o si richiedono per istituirne, finché avremo un calendario senza più un giorno libero) sta rendendo stucchevole ogni ricordo? E lo sta mercificando e banalizzando? Ma vengo alle foibe. Ieri un giornalista di Radio Rai mi telefona e mi chiede se oggi sarei stato disponibile a partecipare a un programma sulla Giornata del Ricordo; rispondo di sì. E allora lui comincia a farmi una “preintervista”; mi vuole sondare. E mi domanda se non ritenga che oggi questa data sia finalmente davvero condivisa, e che ormai anche chi la respingeva la accoglie, e che gli errori del passato sono stati riconosciuti, e così via. Cercando di frenare il fastidio naturale davanti a domande che pretendono di indirizzare l’interrogato, facendogli fornire la risposta attesa dall’interrogante, esprimo il mio disaccordo. E davanti al suo stupore, gli spiego che sulle foibe da anni si sono condotti studi attendibili, e misconosciuti, da parte di gruppi di studiosi, collocati in particolare nelle zone di confine tra Italia e ex Jugoslavia, dentro o comunque vicino agli Istituti storici della Resistenza. E che su questa vicenda si sono fornite cifre del tutto fasulle, che sono variate a seconda dello spirare dei venti politici; con un vergognoso cedimento persino degli autori dei manuali di storia, che hanno ampliato a dismisura nel corso degli ultimi quindici-vent’anni, il totale degli infoibati. Si è arrivato a parlare (nei giorni scorsi persino una pubblicità televisiva ci ha martellato: la storia che diventa spot è una new entry degli ultimi anni) di “decine di migliaia di morti”. Di “migliaia e migliaia” di italiani infoibati vivi, solo perché italiani, o non comunisti, o cattolici. O sacerdoti. E quant’altro, per denunciare la mostruosa crudeltà del comunismo e lo spirito disumano di vendetta che animò i “titoini” – i partigiani di Tito, con i loro complici italiani militanti sotto le bandiere del Pci togliattiano – nella loro resa dei conti a danno dei “vinti” di cui – ah, Pansa! – sparsero il sangue: ovviamente innocente. Ebbene, che cosa non quadra in questa “ricostruzione”? C’è che, come appunto si fa nel cicaleccio pseudostorico imperante a proposito del post-XXV Aprile in Italia, si dimentica il contesto in cui i fatti avvennero e si devono necessariamente collocare. E quel contesto ci parla sì di efferatezze e brutalità, ma commesse da chi? Dai nostri soldati. Dai fascisti ai danni degli jugoslavi. Gli italiani fascisti, come dimostrano molti studi degli ultimi anni, si fecero odiare in quelle terre persino più dei tedeschi nazisti. Istituirono campi di concentramento.Commisero ogni sorta di nefandezze, ai danni di popolazioni inermi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E come ci si può stupire poi che si sia giunto a una resa dei conti, a guerra finita?&lt;br /&gt;Ovviamente, non si giustificano così efferatezze dell’altra parte, i delitti restano delitti, quali che sia la loro fattispecie: ma i contesti in cui avvengono li rendono assai diversi, gli uni dagli altri. E comunque sono i contesti che aiutano a spiegare tutti i singoli fatti, individuali e collettivi.Ciò detto, è un clamoroso falso storico parlare di migliaia o decine di migliaia di infoibati. Si trattò invece di qualche centinaio di persone. No. Va bene. “Non facciamo la conta dei morti”: sento già qualcuno che me lo urla. Non facciamola. Ma la differenza tra qualche centinaia e le decine di migliaia non è di poco conto. Ma al di là di questo il falso non concerne solo e tanto le cifre, quanto la sostanza. Chi furono gli infoibati? Ossia coloro che vennero gettati nelle foibe? Furono spesso i caduti in guerra, di ambo le parti: una sepoltura sbrigativa, certo, ma in tempi di guerra si può sottilizzare? Furono talora, invece, i condannati a morte in regolari processi: fucilati e poi gettati in quelle naturali cavità del terreno. Furono anche, in rari casi, persone vittime di agguati, catturate, e gettate, dopo essere state uccise, o, raramente, vive. Ma accadde agli uni e agli altri. E presentare la vicenda delle foibe come un’azione sistematica, di inaudita ferocia, messa in atto dai comunisti (jugoslavi, ma con la complicità degli italiani) ai danni degli italiani (non comunisti), significa falsificare o addirittura rovesciare la verità storica (a chi voglia saperne di più consiglio il recente volume a cura di Alessandra Kersevan, &lt;a href="http://www.kappavu.it/catalog/product_info.php?cPath=57&amp;amp;products_id=240"&gt;Foibe. Revisionismo di Stato e amnesie della Repubblica&lt;/a&gt;, Kappa Vu editore).Si dirà che il ricordo del 10 febbraio concerne anche le migliaia (questi sì, decine di migliaia) di nostri connazionali costretti dagli accordi italo-jugoslavi a lasciare le terre dov’erano nati, dove avevano casa, e avevano costruito un’esistenza. Premesso che si è stabilito un nesso tra i due eventi (quasi a dire che gli italiani fuggivano per evitare di essere infoibati!), bizzarramente, quel ricordo della tragedia degli italiani costretti all’esodo, viene oggi completamente obliterato dal mendace, quanto orientato, discorso sulle foibe.&lt;br /&gt;L’ìdeologia sconfigge la storia, e la moneta cattiva dell’uso politico di una storia ad usum delphini, scaccia quella buona della storia autentica il cui compito è l’accertamento della verità. E il ricordo dei dalmati e degli istriani che dovettero abbandonare le loro case e le loro corse, diventa un pretesto per una infinita “resa dei conti” con il “comunismo”: origine e fonte di ogni male della storia, in questo sedicente discorso “storico”.Ma si può dire, tutto questo, alla radio? Pare di no… Imbarazzato, il mio gentile intervistatore (anzi: pre-intervistatore), borbotta frasi sconnesse: “sa…, capisce, questo è il servizio pubblico, non è che vogliamo togliere la libertà di parola, ma devo sentire i capi…”. Appunto. Il servizio pubblico, è oggi messo al servizio del mainstream politico. Si deve dire quello che il padrone del servizio pubblico (sostanzialmente lo stesso del servizio privato) decide, e che “i capi” fedelmente, puntualmente, interpretano. E la chiamano democrazia. E la chiamano libertà di espressione. E la chiamano ricerca della verità “nascosta” o “negata”. Amaramente, non posso che constatare ancora una volta che alla crescente domanda di storia, nella pubblica opinione, corrisponde, paradossalmente, una totale emarginazione della figura professionale dello storico, sostituito da soubrettes dell’intrattenimento mediatico, che si piegano volentieri a dire ciò che si fa lascia loro dire. O ciò che ritengono che qualcuno voglia sentir dire. E va bene. Ciò che non va affatto bene è che codesta roba venga spacciata per “storia”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Angelo d'Orsi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-a733097dc3e8baf9" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v22.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Da733097dc3e8baf9%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329873395%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D73AFFD60D458C0C82B8C4B5D67205FD04579D5F5.58B7008A42DE3F856A0AD095AF0540BA5A259903%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Da733097dc3e8baf9%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D1Eqh-kbXa3CKPGhOIm3e-7sv1TU&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v22.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Da733097dc3e8baf9%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329873395%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D73AFFD60D458C0C82B8C4B5D67205FD04579D5F5.58B7008A42DE3F856A0AD095AF0540BA5A259903%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Da733097dc3e8baf9%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D1Eqh-kbXa3CKPGhOIm3e-7sv1TU&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-6579012426221171720?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/6579012426221171720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/02/cattivi-maestri-in-azione-durante-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/6579012426221171720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/6579012426221171720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/02/cattivi-maestri-in-azione-durante-le.html' title='Cattivi Maestri in azione durante le celebrazioni della &quot;Giornata del Ricordo&quot;'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-OiB8QV6uIEI/TWacubmXwaI/AAAAAAAAAEo/-ZYHxsggiGs/s72-c/foibe_revisionismo700.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-5540763134764650428</id><published>2011-02-09T08:51:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:28:43.408-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Una poesia sempre attuale</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TVLL4TRJgUI/AAAAAAAAAEA/A1oVH5UMMBI/s1600/Montale.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 192px; float: left; height: 263px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571739857116037442" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TVLL4TRJgUI/AAAAAAAAAEA/A1oVH5UMMBI/s400/Montale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;I poeti,si sa, sono tipi strani che hanno i loro percorsi non sempre lineari anzi spesso risultano extra-vaganti alquanto,ma hanno dalla loro uno sguardo appuntito, che vede lontano,molto più lontano di noi poveri mortali. Parafrasando Baudelaire si può dire che i poeti sono come gli albatri che quando sono sulla terra sono impacciati e goffi ma quando volano nell'infinito vedono lontanissimo.Partendo da questa suggestione un po' banale mi è venuta in mente questa poesia di Eugenio Montale intitolata Ipotesi II ,che scritta alla metà degli anni '70 (o forse un po' di più) dà una definizione del nostro paese che è di una attualità sconvolgente. Offriamo questa poesia al commento dei nostri lettori perchè ci dicano le loro impressioni su questo testo.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Vito Nanni&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;IPOTESI II&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Pare&lt;br /&gt;Non debba dirsi Italia ma&lt;br /&gt;Lo Sfascio.&lt;br /&gt;È un fatto che si allunga, urge studiarlo&lt;br /&gt;finchè si esiste, dopo sarà tardi.&lt;br /&gt;Il tempo stesso ne sarebbe offeso;&lt;br /&gt;mancando lo sfasciabile che cosa&lt;br /&gt;potrebbe offrirci? E’ un tema che va messo&lt;br /&gt;all’ordine del giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Eugenio Montale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;(Da Eugenio Montale :L’Opera in versi, a cura di R. Bettarini e G. Contini. Torino 1980 Einaudi pp.649)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-5540763134764650428?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/5540763134764650428/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/02/una-poesia-sempre-attuale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/5540763134764650428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/5540763134764650428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/02/una-poesia-sempre-attuale.html' title='Una poesia sempre attuale'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TVLL4TRJgUI/AAAAAAAAAEA/A1oVH5UMMBI/s72-c/Montale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-2651398286842372159</id><published>2011-01-28T08:03:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:26:48.838-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iniziative'/><title type='text'>Un'importante iniziativa per il Giorno della Memoria</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TULwCRA4xvI/AAAAAAAAAD0/hACeJWYTUyw/s1600/leggi-razziali.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 302px; float: left; height: 400px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567276011100882674" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TULwCRA4xvI/AAAAAAAAAD0/hACeJWYTUyw/s400/leggi-razziali.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vorrei segnalare la lodevolissima iniziativa della &lt;strong&gt;Biblioteca Braidense di Milano&lt;/strong&gt; che ha deciso quest'anno di pubblicare on-line tutta l'annata 1938 e 1939 del "Corriere della Sera" scegliendo gli articoli che trattano dell'applicazione delle leggi razziali.L'iniziativa è opera di due bibliotecari Anna Elisa Ravenna e Massimo Gentili Tedeschi che commentano così il loro lavoro ""L'idea iniziale era quella di fare lo spoglio di tutti i giornali milanesi, ma ci siamo trovati di fronte a una tale massa di articoli sul solo Corriere che ci avrebbe portati inevitabilmente a fare una selezione. Avevamo in mente anche di dare qualche dato 'statistico', sulla quantità di articoli per giorno, sulla loro natura, sulla nazione a cui si riferivano, ma poi abbiamo dovuto rinunciare, facendo quello che fanno i buoni bibliotecari: fornire le fonti, da cui chi vuole può trarre ciò che vuole. Il lavoro potrebbe estendersi allo spoglio di altri giornali, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Un'altra cosa che si potrebbe fare è accostare, a titolo di esempio, qualche articolo di altro argomento, per vedere la differenza di tono e di evidenza. E' successo per le prime pagine che abbiamo lasciato intere, e per qualche articolo particolarmente incastrato negli altri, oltre per quello volutamente pubblicato, con le previsioni del tempo, ma per esempio una visita di Pio XI alla chiesa russa eravamo proprio tentati di inserirlo, anche perché è uno dei pochissimi che abbiamo trovato che riguardasse la Chiesa, per il resto particolarmente silenziosa.Terrificanti da leggere, per esempio, gli articoli sulla pace che Mussolini e Hitler avrebbero perseguito con tenacia, mentre si annettevano i Sudeti, quelli sulla guerra di Spagna, e un po' tutto il quadro del dramma che si preparava nell'impotenza degli stati democratici e delle Nazioni Unite".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tutto questo materiale è reperibile presso il sito : &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.braidense.it/memoria%202011"&gt;www.braidense.it/memoria 2011&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa ci pare una delle iniziative più significative intrapresa in questa ricorrenza ,che arrivata oramai al decennale, rischia di produrre un surplus di "retorica" senza sedimentare una conoscenza reale dei crimini che furono perpetrati dai fascisti. Invece la proposta dei bibliotecari di Milano va invece nella direzione giusta di mettere a disposizione di tutti i documenti di quel periodo in modo da rendere fruibile ad un pubblico più vasto la documentazione di cui si serve anche lo storico di professione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Vito Nanni&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-2651398286842372159?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/2651398286842372159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/01/unimportante-iniziativa-per-il-giorno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/2651398286842372159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/2651398286842372159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/01/unimportante-iniziativa-per-il-giorno.html' title='Un&apos;importante iniziativa per il Giorno della Memoria'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TULwCRA4xvI/AAAAAAAAAD0/hACeJWYTUyw/s72-c/leggi-razziali.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-153372378816970482</id><published>2011-01-19T07:53:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:29:12.097-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Il Ritorno del figliol prodigo.Ovvero L'Almirante "democratico"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TTcNSly8CII/AAAAAAAAADs/5Mclw5dZLTI/s1600/Libro%2Bdi%2BLa%2BRussa%2Bsu%2Balmirante.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 200px; float: right; height: 298px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563930477674104962" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TTcNSly8CII/AAAAAAAAADs/5Mclw5dZLTI/s400/Libro%2Bdi%2BLa%2BRussa%2Bsu%2Balmirante.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Presentiamo qui di seguito l'articolo pubblicato dal Prof.Marco Albeltaro sul n°79 di "Passato e Presente"- gennaio-aprile 2010 Editore Franco Angeli. Ringraziamo molto il Prof. che ci ha concesso di pubblicare integralmente il suo scritto&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’Italia ha avuto nella sua recente storia politica, il primato di aver espresso il partito neofascista”più antico e durevole d’Europa”&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn1" name="_ednref1"&gt;[1]&lt;/a&gt; il Movimento Sociale italiano. Questo primato però non è valso da stimolo agli studi sulle organizzazioni politiche dell’estrema destra. Se infatti altrove &lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn2" name="_ednref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;fin dagli anni ’70 sono apparsi studi scientifici sui partiti neofascisti, in Italia si è dovuto attendere il 1989 per leggere una prima ricostruzione delle vicende del MSI dovuta a Pietro Ignazi &lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn3" name="_ednref3"&gt;[3]&lt;/a&gt;.negli ultimi anni però la storiografia si è cimentata su questo argomento anche in ragione dello stimolo proveniente dall’ingresso di Alleanza Nazionale -nom de plume, per impiegare un’efficace formula di Franco Ferraresi, con cui il Msi si è riciclato nella Seconda Repubblica nella compagine governativa del 1994. Agli studi pionieristici ma isolati di Del Boca e Giovana, di Galli di Chiarini e Corsini, si sono andati sommando numerosi contributi che hanno strappato le vicende del neofascismo in Italia alla memorialistica nostalgica ed agiografica. Tra gli studi della metà degli anni ’90 spicca quello ricordato di Ferraresi che, pur non essendo focalizzato sulle vicende missine,dedicava ampio spazio al partito neofascista mettendone in relazione la storia col clima della strategia della tensione. Contributi di notevole spessore sono poi giunti da Giuseppe Parlato, che col suo “Fascisti senza Mussolini” offre uno studio serio sulla ripresa del fascismo all’indomani del colpo di Stato del 25 Luglio ’43,mettendo in luce, grazie all’impiego di una notevole mole di documenti, il ruolo dell’intelligence statunitense nella nascita del Msi in chiave anticomunista.&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn4" name="_ednref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questi studi però non sono stati in grado di fare piazza pulita delle ricostruzioni mosse dalla malcelata volontà di rendere il fascismo e il neofascismo fenomeni “normali”,aventi libera cittadinanza in una repubblica democratica. Del resto l’ondata “revanscista”,per impiegare l’efficace categoria proposta da Angelo d’Orsi è uno dei grimaldelli impiegati per erodere dalle fondamenta l’edificio democratico&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn5" name="_ednref5"&gt;[5]&lt;/a&gt;.E proprio in una fase in cui la democrazia viene minata da atteggiamenti cesaristici quando non da un nuovo fascismo presentato sotto false spoglie liberali,la riabilitazione politica di esponenti saldamente legati al ventennio dittatoriale si fa più insistente e determinata. E’ sintomatico infatti che nell’ultimo periodo una particolare attenzione sia stata concessa ad una figura emblematica del neofascismo italiano come Giorgio Almirante. Un primo volumetto&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn6" name="_ednref6"&gt;[6]&lt;/a&gt; uscito in occasione del ventesimo anniversario della morte del segretario missino, dovuto ad un politico della vecchia guardia,Franco Servello, e arricchito, se così si può dire, da un “saggio di Gennaro Malgieri su Pino Romualdi” aveva tracciato uno stralunato profilo politico di Almirante e del suo sodale Romualdi.Lo scopo dei due autori era quello di mostrare quanto oggi ci fosse bisogno delle idee di Almirante e Romualdi. I due neofascisti venivano infatti presentati come dei preveggenti di doti straordinarie, dei superuomini della politica che giganteggiavano in un panorama desolante .Il volume pubblicato sotto l’egida del comitato “Giorgio Almirante oggi” che annovera tra i suoi sostenitori Fini,, Ciarrapico, Tremaglia, Rita Dalla Chiesa e altre personalità, altro non è che un Pamphlet neofascista che addita come obiettivo alle tanto citate “giovani generazioni” la “Riforma della Repubblica” sognata dai due politici missini. E se un simile invito può ormai essere esposto senza vergogna e alla luce del sole in una Repubblica che nasce proprio dalla vittoria sulla dittatura fascista,un qualche problema di senso comune ci deve pur essere .Discorso non diverso si può fare per quella che si presenta come una vera e propria biografia di Almirante. Lo sforzo è dovuto a tale Vincenzo La Russa&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn7" name="_ednref7"&gt;[7]&lt;/a&gt; “avvocato con studi a Roma e Milano- così recita il risvolto di copertina- e collaboratore della cattedra di storia contemporanea della prestigiosissima università Kore di Enna, che tra i suoi vanti ha quello di aver aperto per questo anno accademico (Settembre 2009) un importante corso per “revisore di autoveicoli”.La Russa è fratello,sia detto per incidens,dell’attuale ministro della Difesa del governo italiano e figlio di un notabile del Msi..Ciò che stupisce della biografia in questione è che l’autore sembra parlare di un’altra persona. Il lettore è preso continuamente dal dubbio di aver sbagliato libro e di aver fra le mani la storia di un uomo politico moderato e democratico. Come ha scritto Saverio Ferrari, anche per Almirante sarebbe stato assai difficile riconoscersi nel ritratto tratteggiato da La Russa.&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn8" name="_ednref8"&gt;[8]&lt;/a&gt;.L’Almirante che viene presentato in questo libretto- noioso e sciatto nello stile, oltre che infarcito di errori- non è infatti mai esistito. La costante della biografia è innanzitutto l’assunzione esplicita dell’idea che essere fascisti nella storia dell’Italia repubblicana fosse del tutto legittimo. L’orgogliosa rivendicazione da parte di Almirante dell’ideologia mussoliniana viene perciò presentata da La Russa come un tratto lodevole per il segretario missino e del suo partito che indefessi marciarono assediati dalla violenza comunista, per le difficili strade dell’Italia post 1945. E l’Italia di cui parla il biografo del segretario missino, anch’essa, non è mai esistita. In’Italia in cui i governi coprivano le angherie dei comunisti e perseguitavano i fascisti della corte del povero Almirante, un’Italia in cui sono gli” estremisti di sinistra” ad aggredire i fascisti sulla scalinata della Sapienza a Roma il 16 Marzo 1968 e non viceversa;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn9" name="_ednref9"&gt;[9]&lt;/a&gt; un’Italia in cui nutrire per tutta la vita- come rivendicava Almirante- affetto e stima per una nobile figura come Telesio Interlandi, fondatore e Direttore de “La Difesa della Razza”, era normale.&lt;br /&gt;Le argomentazioni di La Russa impressionano. E appare in tutta la sua evidenza una volontà di nascondere fatti scomodi noti e provati oltre ad una quantità di errori macroscopici, nonché una serie di analisi prive di qualsiasi fondamento. Non una parola viene della sul ruolo dei servizi segreti americani nella nascita del Msi; dei costanti e stretti rapporti di Romualdi con essi (contatti che esistevano già prima della Liberazione e che consentirono a Romualdi di scampare alla fucilazione) così come dei benevoli finanziamenti che gli Usa concessero al nascente Msi in chiave anticomunista. La Russa si impegna non poco per mostrare come Almirante sia stato assertore della via pacifica al neofascismo e per fare ciò egli omette con disinvoltura il fatto che almeno fino agli anni ’80 Almirante fu un antidemocratico convinto, ansioso di preservare l’identità di un partito che chiaramente si richiamava all’eredità del regime; che negli anni ’70 non potè e non volle recidere i legami del suo partito con la galassia delle organizzazioni eversive di estrema destra che praticavano la violenza e il terrorismo; che in un comizio a Firenze (4 Giugno 1972) non si peritò di dichiarare: “” I nostri giovani devono prepararsi allo scontro frontale con i comunisti, e siccome una volta sono stato frainteso, e ora desidero evitarlo, voglio sottolineare che quando dico scontro frontale intendo dire scontro fisico”.Oppure l’intervista rilasciata a “Der Spiegel” due giorni prima della strage di Piazza Fontana dove egli non nascondeva che “le organizzazioni giovanili fasciste si preparano alla guerra civile[…] tutti i mezzi sono giustificati per combattere i comunisti[…] misure politiche e militari non sono più distinguibili&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn10" name="_ednref10"&gt;[10]&lt;/a&gt;. Un vero apostolo della non violenza!&lt;br /&gt;In poche righe La Russa liquida la strage di Piazza Fontana e la strategia della tensione che nell’Italia descritta nel suo libro pare non essere mai esistita. Il suo Almirante nulla ha a che fare con quello che fiancheggia gli autori della strage di Peteano, tentando di coprire e di aiutare a rimanere impuniti gli autori di un attentato che aveva ucciso tre carabinieri con un’autobomba, il 21 Maggio 1972. Attirati sul luogo da una telefonata anonima, i militari si erano avvicinati all’auto indicata loro nella chiamata,finendo travolti mortalmente dall’esplosione. Almirante finanziò con poco meno di 35.000 dollari l’autore della telefonata, Carlo Cicuttini, ex segretario di una sezione del Msi, per operarsi alle corde vocali in modo che la sua voce non fosse più riconoscibile dagli inquirenti. Il padre della repubblica missino fu indagato per favoreggiamento e si sottrasse al processo grazie all’immunità parlamentare, per essere poi salvato da un’amnistia.&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn11" name="_ednref11"&gt;[11]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ed è ancora Saverio Ferrari a notare come La Russa inventi la dinamica dell’uccisione del poliziotto Antonio Marino avvenuta a Milano il 12 Aprile 1973. La Russa afferma che il poliziotto sarebbe morto a causa di una bomba lanciata da due giovani fascisti, che sarebbe finita nel tascapane ove l’agente custodiva dei candelotti lacrimogeni che così esplosero uccidendolo (Pag.169). In realtà la dinamica fu tutt’altra e l’agente morì perché colpito in pieno petto dalla bomba lanciata dai manifestanti. Poco più avanti La Russa proprio non si contiene più ed esagera preso dalla foga, attribuendo la morte di Claudio Varalli, militante del “Movimento Lavoratori per il Socialismo”, ai soliti “Estremisti di sinistra” (Pag.173). L’assassino fu invece Antonio Braggion di Avanguardia Nazionale. Ma il lapsus si ripete poche righe più sotto, allorquando la morte del militante di Lotta Continua Alceste Campanileviene attribuita anch’essa all’”ambiente dell’estrema sinistra” di cui forse faceva parte l’assassino (reo confesso): tale Paolo bellini, ex avanguardista nazionale poi diventato sicario al soldo della criminalità organizzata&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn12" name="_ednref12"&gt;[12]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Oltre agli errori e alle omissioni il volume fornisce analisi che paiono davvero stralunate. Almirante sembra capitato alla guida del Msi per caso. La Russa infatti non si perita di notare, come invece fece Almirante stesso nella sua “Storia del Msi scritta con Francesco Palamenghi Crispi,&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn13" name="_ednref13"&gt;[13]&lt;/a&gt;,che l’apporto al nuovo partito del Movimento Italiano di unità sociale, fondato dallo stesso Almirante, era già di per sé una bella ipoteca alla segreteria della nuova formazione politica, cui sarebbe effettivamente giunto nel 1947.&lt;br /&gt;Lo stesso ruolo del Msi nella politica italiana degli anni della guerra fredda è completamente stravolto. Il Partito viene dipinto come isolato, continuamente assediato dalla violenza degli “estremisti di sinistra”, tenuto in disparte dai giochi di potere : che i voti del Msi siano stati determinanti per la formazione di molte amministrazioni locali importantie , in diverse occasioni, anche per la sopravvivenza dei governi centristi, appare un particolare del tutto trascurabile.&lt;br /&gt;Questa esasperata volontà di fare di Almirante un santino e di raffigurare il Msi come un partito privo di qualsiasi spinta eversiva, pienamente collocato fra ai sostenitori della democrazia parlamentare, finisce spesso nel scadere nel comico,anzi nel tragicomico. La vita del segretario missino viene definita”esemplare”(pag.180); la sua generosità ha perfino dei tratti francescani: il grande uomo manda soldi alle vedove dei militanti e lo fa ddi nascosto:” Ma il denaro no era del Msi, era di Giorgio Almirante. Lo scoprirà, dopo la morte. La mogli Assunta” (pag160). Un uomo tormentato divorato dal rimorso per la morte di un militante colpito da una bottiglia indirizzata contro di lui (pag 158). Invece la celebre vicenda della firma apposta, in qualità di capo Gabinetto del ministro repubblichino Mezzasoma, in calce al bando del 17 maggio 1944 nel quale veniva indicata al fucilazione alla schiena come cura da somministrare a “sbandati e partigiani”, viene risolta con uan giravolta impressionante. La Russa attribuisce addirittura ad Almirante l’errore di aver dato troppo peso alla vicenda e allo scandalo che ne derivò e quindi si premura egli stesso di risolvere la questione una volta per tutte,con un tono sprezzante. Scrive l’autorevole biografo:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Bastava, invece, dire quella che era,probabilmente,la verità: il proclama era uno dei tanti che venivano inviati da chi li emanava ( in questo caso da Graziani), al ministero della cultura popolare della Rsi perché dopo averli sottoscritti con la firma del capo di gabinetto del ministro fossero spediti alle prefetture. A loro volta i prefetti, ricevuto il proclama, provvedevano a stamparlo e a mandarlo ai comini per l’affissione. Tutto qui&lt;/em&gt;.”&lt;br /&gt;Tutto qui? E sia.&lt;br /&gt;Nella conclusione del volume, invece di provare a fare un bilancio dell’esperienza politica di Almirante, come ci si aspetterebbe vista la statura politica che gli si attribuisce, l’autore dipinge un quadretto suggestivo dei funerali del segretario missino: una grande folla sovrastata da nuvole le cui sagome ricordano Vittorio De Sica, Totò, Peppino De Filippo e poi- poteva mancare al funerale di un uomo così democratico?- ovviamente Mussolini. Verrebbe da chiedersi se Vincenzo La Russa abbia fatto uno strappo al proibizionismo tanto propagandato dal fratello Ignazio…&lt;br /&gt;Una delle caratteristiche che più rendono inconsistenti oltre che ridicoli lavori come quello di La Russa è che essi si sforzano di mostrare come il Msi sia stato un partito con piena cittadinanza democratica. In realtà appare oramai assodato sul piano storiografico dai lavori di Ignazi, Ferraresi e Parlato, che il Msi si presentò per decenni sulla scena politica italiana con un chiaro scopo eversivo, non vergognandosi affatto di ispirarsi al fascismo mussoliniano. Solo negli anni ’80 il partito di Almirante iniziò un percorso dalla duplice valenza. Da un lato, per legittimarsi a divenire una forza di governo, attenuò l’estremismo e la verbosità sul piano istituzionale; dall’altro mantenne al proprio interno,in quello che potremmo definire “foro interno” dei militanti, uno schietto spirito aggressivamente e nostalgicamente fascista. Questo percorso però non ebbe esiti felici per l’evoluzione democratica italiana poiché condusse per la prima volta un partito neofascista, sebbene opportunamente imbellettato e incipriato, al governo del paese.&lt;br /&gt;La biografia scritta dall’avvocato La Russa probabilmente – ce lo auguriamo- avrà pochi, pochissimi lettori. Ma su essa è stato utile, penso, perdere un poco di tempo perché è solo l’ultimo prodotto di una più ampia campagna volta a normalizzare il fascismo e a riscriverne la storia prendendo proprio Almirante come testa d’ariete per sfondare una protezione che per tanti anni ha,pur tra alterne vicende,resistito.&lt;br /&gt;Di questa tendenza appaiono altri segnali.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Gran parte delle figure che hanno inciso di più nella storia del ‘900 italiano sono molto discusse, per questo non serve precipitarsi per ottenere riconoscimenti formali. Piuttosto servono letture politiche e analisi serie. E non c’è dubbio che Almirante ,dopo gli anni del fascismo, ebbe un ruolo nel far evolvere compiutamente la nostra democrazia.”&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Sono parole pronunciate, in un’intervista rilasciata a Paola di Caro e apparsa sul “Corriere della Sera” del 28 Maggio 2008 da Luciano Violante, autorevole esponente del Partito Democratico, l’uomo che nel presentarsi sullo scranno più alto di Montecitorio in un controverso discorso esortò i colleghi deputati della Repubblica nata dalla Resistenza a comprendere “ i motivi per cui migliaia di ragazzi e soprattutto di ragazze, quando tutto era perduto si schierarono dalla parte di Salò e non da quella dei diritti e delle libertà”&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn14" name="_ednref14"&gt;[14]&lt;/a&gt;.Violante rilasciava la sua intervista al “Corriere della Sera” poco prima di partecipare alla presentazione ufficiale della ponderosa raccolta dei discorsi parlamentari di Giorgio Almirante in cinque tomi curata da Gennaro Malgieri, giornalista di Alleanza Nazionale, già direttore del “Secolo d’Italia”, il maître à penser che ha definito Julius Evola uno “straordinario intellettuale”&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn15" name="_ednref15"&gt;[15]&lt;/a&gt;: cinque tomi sigillati da una prefazione, che non poteva certo mancare, dell’attuale Presidente della Camera Gianfranco Fini&lt;br /&gt;Il quale- è bene ricordarlo- si è sempre richiamato senza pentimenti all’eredità politica di Almirante e ha contribuito non poco a costruirne l’immagine edificante di “pacificatore” e “traghettatore” verso le sponde della democrazia.&lt;br /&gt;Certo nella sua intervista Violante non si dimentica del passato di Almirante durante il regime fascista e la nefasta esperienza della Rsi. Ma è benevolo, comprensivo e ,soprattutto,pacato .” Beh, è vero che fu redattore della rivista “La Difesa della Razza”,peraltro non l’unico tra quelli che poi furono politici italiani anche di spicco, come è vero che ebbe un ruolo, anche se non di primissimo piano, nella Repubblica Sociale. Complessivamente la sua storia di quegli anni merita una pausa di riflessione”,soggiunge Violante.&lt;br /&gt;“Una pausa di riflessione”? Segretario di redazione di una rivista fascista e razzista; membro attivo di uno stato illegittimo, fascista e al soldo dei nazisti… Ma perché mai, di grazia, sarebbe necessario prendersi una “pausa di riflessione”? Non vi sono forse sufficienti elementi per emettere un giudizio? E’ preferibile dire subito, senza “pausa”, che la storia assolve e condanna, “dà torto e ragione”, come canta De Gregori, e che Almirante è da condannare non per una pregiudiziale antipatia nei suoi confronti, ma perché nelle nostre orecchie echeggia ancora la domanda che pose Norberto Bobbio in un celebre dialogo con Renzo De Felice : e se avessero vinto loro? E se avesse vinto lui?&lt;br /&gt;Violante non è l’unico a legittimare Almirante tra i padri della patria. E’ infatti usanza ormai assai diffusa l’intitolazione di strade, vie e piazze al segretario missino. L’ultimo caso a Castellamonte, in provincia di Torino, dove il sindaco Paolo Mascheroni ha dichiarato : “ ci sono vie in tutte le città dedicate ai comunisti, ai socialisti, non vedo che problema ci sia a intitolare un ponte al segretario di un partito riconosciuto da tutto l’arco costituzionale, cattolico e per bene”.&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn16" name="_ednref16"&gt;[16]&lt;/a&gt; Cattolico, forse; per bene, dipende da come si intende questa espressione; ma anche riconosciuto da tutto l’arco costituzionale” pare un po’ troppo per un uomo politico contro cui nel Giugno 1972 la Procura di Milano, allora non ancora accusata di essere un covo di “toghe rosse”, chiese alla Camera l’autorizzazione a procedere per il reato di ricostituzione del Partito Fascista.&lt;br /&gt;In compenso altrove si scatena,proprio nel medesimo torno di tempo,una polemica contro l’intitolazione di una via a Palmiro Togliatti che non sarà stato cattolico, e nemmeno troppo per bene, ma che certamente contribuì all’edificazione democratica italiana con ben altro segno rispetto ad Almirante&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn17" name="_ednref17"&gt;[17]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il problema della toponomastica può apparire secondario rispetto ai binari su cui dovrebbe incardinarsi la “grande storia”.Ma in realtà non è così. In tempi normali e in luoghi normali del nostro mondo, le strade, le piazze, le vie , i ponti (anche quelli di Castellamonte)dovrebbero essere intitolati – chiedo indulgenza per la rozzezza- ai “buoni”. E’ infatti innegabile che il cittadino comune percepisca nell’intitolazione di un bene pubblico a un personaggio un postumo riconoscimento a qualche cosa di eroico, o almeno di positivo che il personaggio fece in vita. In questo modo,attraverso questa moda di intitolare selvaggiamente strade,piazze e vicoli a fascisti e neofascisti, si va a incidere pesantemente sul senso comune, riorientandolo. La normalizzazione del fascismo passa anche attraverso la toponomastica.&lt;br /&gt;Se poi nella creazione di un senso comune anti-antifascista ci si mette anche la televisione il risultato pare assicurato. Fra le consuetudini invalse nel grande Barnum mediatico va ricordata infatti quella di invitare nelle trasmissioni della paccottiglia televisiva domenicale (seguitissime pare) la moglie del segretario missino “Donna” Assunta, per narrare quanto egli fosse un grande oratore, un amante focoso (proprio così), un marito tenero e come fosse prodigo di doni e di affetto. Nessuno però domanda mai alla vedova cosa ella pensi di alcune affermazioni del marito, come ad esempio quella del 1938, secondo cui il “razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l’Italia abbia mai tentato”&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn18" name="_ednref18"&gt;[18]&lt;/a&gt;.Oppure come mai un uomo così buono non ebbe tentennamenti nell’offrirsi volontario per partecipare alle spedizioni punitive contro i partigiani della Val d’Ossola. Oppure come mai un uomo che, come dice Violante,”ebbe un ruolo nel far evolvere compiutamente la nostra democrazia”, all’indomani del 25 Aprile 1945 si diede alla macchia rimanendo in clandestinità per più di un anno.&lt;br /&gt;Sono questi i misteri che la grande pubblicistica, la televisione e la penna dei normalizzatori del fascismo non sveleranno mai. E quindi che fare?&lt;br /&gt;Se il compito dell’intellettuale, e quello dello storico in particolare,è per riprendere la lezione gramsciana così come declinata da Said,&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_edn19" name="_ednref19"&gt;[19]&lt;/a&gt;” dire la verità”, ci si dovrà in qualche modo attrezzare. Innanzitutto ribadendo colpo su colpo alle menzogne proferite dai mass-media profittando delle tribune disponibili o creandone di nuove. E poi perché no? ,con una sana forma di boicottaggio : se ci si rifiutasse tutti di pubblicare con case editrici che mandano in stampa paccottiglia come quella dell’”avvocato con studi a Roma e Milano” Vincenzo La Russa o dei Servello, Malgieri &amp;amp;c, non si farebbe forse “cosa buona e giusta”?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Marco Albeltaro&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref1" name="_edn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; F. Ferraresi,&lt;em&gt;Minacce alla democrazia.La destra radicale e la strategia della tensione in Italia nel dopoguerra.&lt;/em&gt;Feltrinelli,Milano 1995&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref2" name="_edn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Cfr.ivi p.12&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref3" name="_edn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; P. Ignazi &lt;em&gt;Il Polo escluso.profilo del Movimento sociale italiano&lt;/em&gt;,Bologna Il Mulino 1989&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref4" name="_edn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; G. Parlato &lt;em&gt;Fascisti senza Mussolini. Le Origini del Neofascismo in Italia 1943-1948&lt;/em&gt;. Il Mulino, Bologna, 2006&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref5" name="_edn5"&gt;[5]&lt;/a&gt; A. d’Orsi, &lt;em&gt;il Diritto e il rovescio&lt;/em&gt;,Aragno,Torino 2006&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref6" name="_edn6"&gt;[6]&lt;/a&gt; F. Servello &lt;em&gt;Almirante&lt;/em&gt; Rubbertino, Soveria Mannelli 2008&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref7" name="_edn7"&gt;[7]&lt;/a&gt; Vincenzo La Russa &lt;em&gt;Giorgio Almirante.Da Mussolini a Fini,&lt;/em&gt;Mursia,Milano 2009&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref8" name="_edn8"&gt;[8]&lt;/a&gt; S. Ferrari, &lt;em&gt;Almirante “democratico” in camicia nera&lt;/em&gt;,”Il Manifesto” 20 Agosto 2009&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref9" name="_edn9"&gt;[9]&lt;/a&gt; Cfr l’immagine nell’inserto fotografico del volume intitolata Roma 1968. Almirante viene aggredito da alcuni studenti dell’Università La Sapienza.&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref10" name="_edn10"&gt;[10]&lt;/a&gt; Cit. in S. Ferrari, &lt;em&gt;Almirante :”democratico” in camicia nera&lt;/em&gt; cit.&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref11" name="_edn11"&gt;[11]&lt;/a&gt; Cfr. Franco Ferraresi, &lt;em&gt;Minacce alla Democrazia&lt;/em&gt; cit.Pag.237&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref12" name="_edn12"&gt;[12]&lt;/a&gt; Cfr. S. Ferrari, Almirante: “democratico” in Camicia nera cit.&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref13" name="_edn13"&gt;[13]&lt;/a&gt; G. Almirante- F. Palamenghi Crispi, &lt;em&gt;Il Movimento Sociale Italiano&lt;/em&gt;, Nuova Accademia Editrice, Milano 1958&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref14" name="_edn14"&gt;[14]&lt;/a&gt; Discorso alla Camera dei deputati 10 Maggio 1996.Cfr I. Lazzeri, A dieci anni da Combat Film : i “ragazzi di Salò” in televisione,”Passato e presente”,22(2004),n°63,pp.67-74&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref15" name="_edn15"&gt;[15]&lt;/a&gt; G.Malgieri, &lt;em&gt;Modernità e Tradizione: Aspetti del pensiero evoliano&lt;/em&gt;, Settimo Sigillo,Roma 1987,pag.7&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref16" name="_edn16"&gt;[16]&lt;/a&gt; La dichiarazione è riportata da F. Bertoglio, Castellamonte dice no al revisionismo, “Liberazione”, 3 Settembre 2009 la proposta è stata ritirata per le proteste dei cittadini&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref17" name="_edn17"&gt;[17]&lt;/a&gt; Cfr. M. Albeltaro, &lt;em&gt;Una strada per Togliatti e antiche presunte ambiguità,&lt;/em&gt; www.esserecomunisti.it. Si veda anche il dibattito sulla toponomastica ospitato da “Il Manifesto, 27 Ottobre 2009 Pp 2-3&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref18" name="_edn18"&gt;[18]&lt;/a&gt; G. Almirante, &lt;em&gt;Né con 98 né con 998, “La Difesa della Razza&lt;/em&gt;”,1 (1938),n°6 p.47&lt;br /&gt;&lt;a style="" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5226365293510219181#_ednref19" name="_edn19"&gt;[19]&lt;/a&gt; Cfr. E.W.Said, &lt;em&gt;Dire la verità. Gli Intellettuali e il potere&lt;/em&gt;, Feltrinelli, Milano 1995 e M. Albeltaro &lt;em&gt;“Per la verità”. Appunti su storia, politica e protagonismo delle masse in Gramsci,&lt;/em&gt;Atti della giornata di studio (Camera dei Deputati, giugno 2007), Edizioni Nuova Cultura Taranto 2008,pp.53-62 e la bibliografia ivi indicata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-f45bbd6b4bd30461" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v20.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3Df45bbd6b4bd30461%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329873395%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D2AE559CA3FA2D8A991ABC0FF1ECDF1B200EBF359.25E4B8FBE4213E4E5514EACA481CF62F0090D004%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Df45bbd6b4bd30461%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DZ8QLk6zQCMmWzFW7SYkeUbBHRmM&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v20.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3Df45bbd6b4bd30461%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329873395%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D2AE559CA3FA2D8A991ABC0FF1ECDF1B200EBF359.25E4B8FBE4213E4E5514EACA481CF62F0090D004%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Df45bbd6b4bd30461%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DZ8QLk6zQCMmWzFW7SYkeUbBHRmM&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-153372378816970482?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/153372378816970482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/01/il-ritorno-del-figliol-prodigoovvero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/153372378816970482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/153372378816970482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/01/il-ritorno-del-figliol-prodigoovvero.html' title='Il Ritorno del figliol prodigo.Ovvero L&apos;Almirante &quot;democratico&quot;'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TTcNSly8CII/AAAAAAAAADs/5Mclw5dZLTI/s72-c/Libro%2Bdi%2BLa%2BRussa%2Bsu%2Balmirante.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-4032506807360666628</id><published>2011-01-15T09:53:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:29:33.696-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>L'Almirante "democratico"</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TTHgJfWdy1I/AAAAAAAAADk/splajyK2o9U/s1600/viaalmirante.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 200px; display: block; height: 200px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562473468418444114" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TTHgJfWdy1I/AAAAAAAAADk/splajyK2o9U/s400/viaalmirante.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TTHf9MUPK5I/AAAAAAAAADc/YZYUpdzUhSo/s1600/Almirante%2Bboia.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 281px; display: block; height: 400px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562473257150393234" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TTHf9MUPK5I/AAAAAAAAADc/YZYUpdzUhSo/s400/Almirante%2Bboia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei segnalare un articolo molto importante del &lt;strong&gt;Prof Marco Albeltaro&lt;/strong&gt; pubblicato nel numero 79(Gennaio-Aprile 2010) della rivista storica “Passato e Presente” (Franco Angeli Ed.) perché è anch’esso un’opera utilissima di contro-informazione. Il saggio si intitola “Il ritorno del figliol prodigo. Ovvero l’Almirante “democratico”. Ed è una lucida e documentata ricognizione su un fenomeno che è (ahimè !) divenuto normale nell’Italia di oggi ovvero la rivalutazione del fascismo: questo fenomeno non desta più nessuna reazione nella società, sembra che i cittadini si siano assuefatti a questa vulgata che vuole rendere “presentabile” il fascismo e la sua storia che viene sempre più “riabilitata”. L’autore ricorda brevemente le tappe della rivalutazione dei maggiorenti del vecchio MSI partendo dai contributi a stampa di Franco Servello su Almirante, e di Gennaro Malgieri su Pino Romualdi. Poi si passa all’esame del libro pubblicato dall’editore Mursia e scritto da Vincenzo La Russa, pubblicato dall’editore Mursia , costui altri non è che il fratello dell’attuale ministro della difesa. Si tratta di un libro del 2009 in cui l’autore assume esplicitamente l’idea che essere fascisti nella storia dell’Italia repubblicana sia del tutto legittimo. Si tratta di un testo smaccatamente elogiativo e totalmente a-critico tanto che il Prof.Albeltaro scrive esplicitamente che “L’Italia di cui parla il biografo del segretario missino, anch’essa, non è mai esistita” (Pag. 135).Si va avanti a forza di errori ed omissioni per presentare una realtà totalmente inventata in uno sforzo di presentare Almirante come un “santino” e il MSI come un partito normale privo di qualsiasi spinta eversiva..L’analisi del libro è puntuale e precisa ed essa serve a condannare la campagna di normalizzazione del fascismo a cui hanno dato man forte anche esponenti della cosiddetta “sinistra”. Si riporta una intervista del solito onorevole Violante rilasciata al “Corriere della Sera” nel 2008 in cui si dice che “Almirante dopo gli anni del fascismo,ebbe un ruolo nel far evolvere compiutamente la nostra democrazia”.Questa intervista fu rilasciata poco prima della presentazione della ponderosa raccolta dei discorsi parlamentari di Almirante in cinque tomi con prefazione di Gianfranco Fini che così ha contribuito bene a rafforzare l’immagine di Almirante come “traghettatore” verso la normalità democratica.&lt;br /&gt;Ma Violante non è l’unico a legittimare la figura di Almirante: oramai è diventata quasi una moda quella di intitolare vie e piazze al segretario missino. Il Prof Albeltaro ricorda il caso di Castellamonte in provincia di Torino in cui il sindaco Paolo Mascheroni ha rilasciato una dichiarazione esilarante per giustificare l’intitolazione. Comunque in questo paesino,dopo le proteste degli abitanti la proposta è stata ritirata ma è passata in molte altre cittadine e paesi. Quello della toponomastica non è proprio una questione di lana caprina perché investe direttamente l’identità di un luogo e il richiamarsi alla memoria di un fucilatore di partigiani non mi pare un buon modo di consolidare la democrazia. Comunque speriamo di poter pubblicare per intero Il saggio del Prof. Albeltaro in modo che ciascuno possa farsi un’idea più precisa della gravità del problema. Segnalo anche il silenzio totale della grande stampa radio-televisiva su queste questioni e che gli unici a protestare vibratamente per questa operazione siano stati i “sovversivi” dell’ANPI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Vito Nanni&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-4032506807360666628?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/4032506807360666628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/01/lalmirante-democratico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/4032506807360666628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/4032506807360666628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/01/lalmirante-democratico.html' title='L&apos;Almirante &quot;democratico&quot;'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TTHgJfWdy1I/AAAAAAAAADk/splajyK2o9U/s72-c/viaalmirante.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-2474655822503238949</id><published>2011-01-12T10:34:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:30:17.846-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>La lingua del tempo presente</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TS31NtgRK2I/AAAAAAAAADU/XSzZqhB-f6o/s1600/victor_klemperer.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 250px; display: block; height: 357px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561370730774473570" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TS31NtgRK2I/AAAAAAAAADU/XSzZqhB-f6o/s400/victor_klemperer.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TS31B92E4PI/AAAAAAAAADM/hd5e_Q4Fto0/s1600/Gustavo%2BZagrebelsky.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 194px; float: left; height: 260px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561370529002479858" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TS31B92E4PI/AAAAAAAAADM/hd5e_Q4Fto0/s400/Gustavo%2BZagrebelsky.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Prof. Gustavo Zagrebelsky docente di Diritto Costituzionale all’Università di Torino ed ex-presidente della Corte Costituzionale,ha scritto un libriccino di una cinquantina di pagine per dimostrare che una delle frontiere più delicate e più scoperte del lavoro politico è rappresentato dal controllo del linguaggio. Egli dimostra con una serie limitata di esempi e di lemmi come oramai noi viviamo in un ambiente “bonificato” da una neo-lingua che ci è stata imposta dai mass media e dal potere dominante che rischia di inquinare irrimediabilmente il lessico corretto e così la nostra vita perché egli dimostra che l’uso di un certo linguaggio comporta anche l’assunzione di un certo modo di pensare e determinati valori. Nonostante che il testo possa sembrare un resoconto di linguistica è invece di politica che si parla, di propaganda ,di come si forma l’opinione pubblica e la si educa (o la si dis-educa).E’ un libro facile da leggere ed è utilissimo perché è un antidoto contro l’adozione del linguaggio corrente,è insomma un classico esempio di contro-cultura militante, ed è per questo che deve essere segnalato su questo blog. Il numero delle parole prese in esame è molto limitato : si tratta soltanto di dieci lemmi :&lt;br /&gt;· “Scendere (in politica)&lt;br /&gt;· “Contratto”&lt;br /&gt;· “Amore”&lt;br /&gt;· “Doni”&lt;br /&gt;· “Mantenuti”&lt;br /&gt;· “Italiani”&lt;br /&gt;· “Prima Repubblica”&lt;br /&gt;· “Assolutamente”&lt;br /&gt;· Fare,lavorare, decidere”&lt;br /&gt;· Le tasche degli Italiani”&lt;br /&gt;Egli prende le mosse da un’opera di storia e linguistica insieme cioè dai libri che il filologo tedesco Victor Klemperer scrisse sul linguaggio del regime nazista durante la seconda guerra mondiale.&lt;br /&gt;Klemperer definisce la lingua del nazismo “Lingua Tertii Imperii (L.T.I.) Zagrebelsky chiama la lingua dell’Italia berlusconiana “Linguae Nostrae Aetatis” (L.N.A). Nel primo capitolo egli giustamente sottolinea che sia il fascismo che il nazismo non hanno inventato nuove parole ma “entrambe hanno fatto largo uso di parole correnti con intenzioni nuove, e di trasposizioni in contesti nuovi di parole correnti. La ripetizione continua e ossessiva di medesimi stereotipi, i toni e i ritmi studiati ad arte potevano mutare il valore delle parole e trasformare pensieri e sentimenti in precedenza individuali e sottoposti al vaglio della ragione e al controllo della coscienza dei singoli in patrimonio comune, accettato passivamente e inconsciamente. Così la lingua non solo “pensa per tutti ma fa anche “pensare” collettivamente.(Pag. 5-6).Giustamente l’autore ricorda la massima del dottor Goebbels il famigerato ministro della propaganda hitleriano che è di una modernità sconvolgente “ “Ripetete una cosa qualsiasi cento, mille, un milione di volte e diventerà verità”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gustavo Zagrebelsky : Sulla lingua del tempo presente. Torino 2010 Einaudi €8&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-2474655822503238949?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/2474655822503238949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/01/la-lingua-del-tempo-presente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/2474655822503238949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/2474655822503238949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/01/la-lingua-del-tempo-presente.html' title='La lingua del tempo presente'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TS31NtgRK2I/AAAAAAAAADU/XSzZqhB-f6o/s72-c/victor_klemperer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-8350521589681229028</id><published>2011-01-11T07:59:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:30:45.914-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iniziative'/><title type='text'>Nuova iniziativa dell'Archivio a Compiobbi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TSyH0TGp-2I/AAAAAAAAADE/WjL92aQewOA/s1600/Volantino%2BCompiobbi%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 283px; display: block; height: 400px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560968972446858082" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TSyH0TGp-2I/AAAAAAAAADE/WjL92aQewOA/s400/Volantino%2BCompiobbi%2B2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I giorni 17 e 24 Febbraio 2011 l'Archivio sarà impegnato in una iniziativa di approfondimento storico organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Fiesole e dalla Biblioteca di Compiobbi in occasione della ricorrenza del centocinquantenario dell'Unità d'Italia.Si tratta di incontri in cui saranno messi a fuoco alcune questioni poco conosciute dal grande pubblico relative alla storia di questo paese.L'Archivio si occuperà di presentare due questioni: una relativa al tema del colonialismo fascista neglianni trenta, l'altra relativa alla contemporaneità più impellente visto che si presenteranno due libri recenti di Guido Crainz e Antonio Gibelli che trattano il tema dell'Italia del tempo presente.Noi speriamo di poter così innescare un minimo di dibattito tra i partecipanti in modo da favorire una maggiore partecipazione attiva a questo tipo di iniziative, che dovrebbero contribuire ad accrescere un po' il senso civico dell'appartenenza ad uno stato che attualmente è sempre più lontano ed estraneo.L'iniziativa ci permette anche di farci conoscere come Archivio ad un numero crescente di persone il che ,speriamo, serva ad aumentare un po' il nostro "bacino" di utenza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Vito Nanni&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://associazioni.comune.firenze.it/archivioilsessantotto/%C3%82%C2%B0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 102);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-8350521589681229028?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/8350521589681229028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/01/nuova-iniziativa-dellarchivio-compiobbi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/8350521589681229028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/8350521589681229028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2011/01/nuova-iniziativa-dellarchivio-compiobbi.html' title='Nuova iniziativa dell&apos;Archivio a Compiobbi'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TSyH0TGp-2I/AAAAAAAAADE/WjL92aQewOA/s72-c/Volantino%2BCompiobbi%2B2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-9141508638793063952</id><published>2010-12-30T09:15:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:31:28.353-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Mostre che hanno molto da insegnarci</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TSDDBmiaAnI/AAAAAAAAACc/KM0C3uSTehA/s1600/Ferdinand%2BPorsche%2Bmostra%2Ba%2BHitler%2Bil%2Bmodello%2Bvolkswagen.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 286px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557656372467335794" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TSDDBmiaAnI/AAAAAAAAACc/KM0C3uSTehA/s400/Ferdinand%2BPorsche%2Bmostra%2Ba%2BHitler%2Bil%2Bmodello%2Bvolkswagen.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRzAsDe9p_I/AAAAAAAAACU/IRaMRt-ei08/s1600/Zwangsarbeit.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 165px; float: left; height: 221px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5556527903350302706" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRzAsDe9p_I/AAAAAAAAACU/IRaMRt-ei08/s400/Zwangsarbeit.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRy_sFvR4yI/AAAAAAAAACM/tmTY-SOCwq8/s1600/Hitler%2Be%2Bi%2Btedeschi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 298px; float: left; height: 400px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5556526804443980578" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRy_sFvR4yI/AAAAAAAAACM/tmTY-SOCwq8/s400/Hitler%2Be%2Bi%2Btedeschi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Su segnalazione del Prof. Enzo Collotti, vogliamo far conoscere due mostre che si stanno tenendo in questi giorni a Berlino : una al Deutsches Historisches Museum ( &lt;a href="http://www.dhm.de/"&gt;http://www.dhm.de/&lt;/a&gt;) intitolata “Hitler e i tedeschi : la “comunità di popolo e i delitti” l’altra che si tiene al Jüdisches Museum Berlin (&lt;a href="http://www.jmberlin.de/"&gt;http://www.jmberlin.de/&lt;/a&gt;) che è intitolata “Il lavoro coatto. I tedeschi,i lavoratori coatti e la guerra”. Si tratta di due eventi che costituiscono il proseguimento di quel percorso di riappropriazione, riflessione sulla loro storia recente che in Germania va avanti oramai da tanto tempo e che coinvolge nella discussione praticamente tutta la società: dai mass media,, alla scuola, dalla comunità scientifica al mondo politico. La partecipazione del pubblico è costante ed è favorita non solo dall’organizzazione didattica della mostra ma anche da una precisa politica di prezzi che favorisce il pubblico più giovane soprattutto quello delle scuole (l’ingresso per le scolaresche costa solo 1€ ad alunno).Si tratta di mostre che hanno un apparato scientifico imponente perché gli studi sul nazismo e sulla seconda guerra mondiale non vengono condotti solo con i finanziamenti dello stato ma anche con i finanziamenti delle grandi industrie che essendo state parte in causa durante il regime nazista, evidentemente hanno il desiderio di dimostrare la loro completa “presa di distanza” da quel passato. Il risultato è che questa gigantesca discussione pubblica su quel passato fa da antidoto contro qualsiasi possibile insorgenza nostalgica o assolutoria. Se si fa un confronto tra ciò che accade in Germania e il livello medio della riflessione pubblica sulla storia del fascismo in Italia ci cascano le braccia : da noi la rivalutazione del fascismo è costante e viene condotta da una politica di revisione e “riscoperte” che confermano nella mentalità degli italiani il concetto che quella fascista era una dittatura “bonaria”,lungimirante e moderna. (l’ultimo episodio è il battage sui presunti “diari” del duce riproposti da Dell’Utri).Invitiamo perciò coloro che ci seguono a fare almeno una visita “virtuale” a queste due mostre e a dare un’occhiata al materiale documentario. Una avvertenza : quando vi siete connessi con il sito dello Jüdisches Museum Berlin dovete cliccare sulla tendina col termine “Austellungen” che vuol dire mostra e cliccare poi sulle varie sezioni della mostra che è ordinata cronologicamente. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-9141508638793063952?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/9141508638793063952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/mostre-che-hanno-molto-da-insegnarci.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/9141508638793063952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/9141508638793063952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/mostre-che-hanno-molto-da-insegnarci.html' title='Mostre che hanno molto da insegnarci'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TSDDBmiaAnI/AAAAAAAAACc/KM0C3uSTehA/s72-c/Ferdinand%2BPorsche%2Bmostra%2Ba%2BHitler%2Bil%2Bmodello%2Bvolkswagen.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-7596850290147695248</id><published>2010-12-24T02:39:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:31:51.959-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Guy Debord : una biografia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRR6DqftT6I/AAAAAAAAACE/yR4w_bqILMQ/s1600/debord0.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 294px; display: block; height: 400px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5554198443820142498" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRR6DqftT6I/AAAAAAAAACE/yR4w_bqILMQ/s400/debord0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRR5wgBXNNI/AAAAAAAAAB8/spsMhRmoE0E/s1600/Foto%2Bdi%2BDebord.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 252px; float: left; height: 307px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5554198114590995666" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRR5wgBXNNI/AAAAAAAAAB8/spsMhRmoE0E/s400/Foto%2Bdi%2BDebord.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guy Debord&lt;br /&gt;Scrittore, filosofo e cineasta francese (Parigi, 1931 - Bellevue-la-Montagne, Haute Loire, 1994).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 19 anni, Guy Debord inizia l’attività letteraria all’interno degli ultimi movimenti dell’Avanguardia del secolo scorso. Aderisce infatti al lettrisme, il movimento di Isidore Isou. Nel giugno 1952 però con altri tre “lettristi”, fonda “L’Internazionale Lettrista” (IL), rompendo col movimento di Isou nel novembre dello stesso anno, poco prima della pubblicazione del primo numero della rivista internazionale “Lettriste”, che diventerà in seguito “Potlach” dopo la fuoriuscita di uno dei suoi membri nel 1954.&lt;br /&gt;Nel 1952, Debord gira la sua prima pellicola: “Hurlements en faveur de Sade(Urla in favore di Sade). Siamo nell’epoca del recupero del Sade clandestino e della sua circolazione più o meno tollerata. Ma Debord diventa soprattutto il principale animatore di un movimento che si definisce rivoluzionario: “L’Internazionale Situazionista” (IS) (e Situazionismo il suo credo estetico) che raccoglierà, dal 1957 al 1972, alcune decine di intellettuali dell'Europa, dell’ America e dell'Africa del Nord, fra cui artisti fuoriusciti dal movimento “Cobra”, che si attestano su una “critica totale del mondo esistente” (sistema politico, urbanistico, consumistico) per invertire l'ordine stabilito. Nel 1958 esce il primo numero della rivista dell’IS, diretto da Debord, e l’ anno successivo, il libro “Memorie” scritto in collaborazione con il pittore Asger Jorn.&lt;br /&gt;Irriducibile avversario della società borghese, Debord dichiara: « Fra le poche cose che so fare con piacere e che ho sicuramente meglio saputo fare, è bere. Ho scritto molto meno della maggior parte degli scrittori, ma ho certamente bevuto di più della maggior parte di coloro che bevono ». Infatti, Debord ha scritto pochissimo: libelli, alcune annotazioni sui suoi film, e soprattutto due smilzi volumetti: &lt;em&gt;La Società dello spettacolo&lt;/em&gt; (1967), requisitoria contro le merci e il denaro, che esercitò una grande influenza sul movimento del maggio '68 e &lt;em&gt;Commentari sulla società&lt;/em&gt; &lt;em&gt;dello spettacolo&lt;/em&gt;(1988), dove precisa le sue analisi.&lt;br /&gt;Nel 1984 in occasione dell'assassinio del suo amico, mecenate ed editore Gerard Lebovici, è presentato dalla stampa come un agente del terrorismo internazionale: Debord redigerà le sue ragioni sull 'affaire Lebovici in "&lt;em&gt;Considerazioni sull'assassinio di G. Lebovici&lt;/em&gt;" (1985).&lt;br /&gt;Quest'uomo discreto, schivo, isolato - rifiutava le interviste ed è stato poco fotografato -, si svela nei suoi libri autobiografici, Panégyrique (1989) e Questa cattiva reputazione (1993), dove dà qualche scorcio sul suo modo di intendere e interpretare la vita.&lt;br /&gt;Guy Debord in fin dei conti ha denunciato con la stessa virulenza sia le derive del capitalismo che le imposture del maoismo, accusato l'impero dell'economia mercantile, previsto la corruzione degli stati democratici, divelto dal piedistallo la statua di Sartre, annunciato la fine del comunismo e la nascita del nuovo corso postsovietico.&lt;br /&gt;Autore di pellicole d'avanguardia («&lt;em&gt;Sur le passage de quelques personnages à travers une assez courte unité de temps», 1959 ; «Critique de la séparation, 1961 ; la «Société du spectacle», 1973 ; «Réfutation de tous les jugements», 1975 ; «In girum imus nocte et consumimur igni» ,&lt;/em&gt; 1978 (dalla celebre frase palindroma), che hanno avuto scarsissima circolazione nella stessa Francia e nessuna in Italia.&lt;br /&gt;A seguito dei fallimenti dei suoi film, Debord ne pubblica i dialoghi sotto il titolo di «Opere cinematografiche complete: 1952 -1978». Secondo la sua stessa volontà, alle sue pellicole è vietata la diffusione; peraltro Debord ha scritto anche un volumetto Contro il cinema (1968).&lt;br /&gt;Violenta requisitoria contro la società dello spettacolo del capitalismo maturo, il pensiero di Debord attinge alle categorie della critica marxiana della società, utilizzando lo stesso frasario di Marx(come i teorici della”Scuola di Francoforte” ma a differenza di costoro egli si rivela poco sensibile alle tematiche psiconalitiche); nei fatti Debord aggiorna e porta all’estremo il pensiero roussoviano (quello del Discorso sulle scienze e le Arti e la Lettera a d'Alembert sugli spettacoli) sul potere di perversione, sviamento e corruzione dello spettacolo come strumento di coercizione e di alienazione dell’individuo da parte del sistema. E come Rousseau ne soffre tutte le contraddizioni: non ultima quella di girare pellicole e di scrivere contro il cinema allo stesso modo in cui il grande Ginevrino denunciava coi romanzi e nei romanzi il potere corruttivo dei romanzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guy Debord si è dato la morte il 30 novembre 1994.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-7596850290147695248?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/7596850290147695248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/guy-debord-una-biografia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7596850290147695248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7596850290147695248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/guy-debord-una-biografia.html' title='Guy Debord : una biografia'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRR6DqftT6I/AAAAAAAAACE/yR4w_bqILMQ/s72-c/debord0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-8604197324408787743</id><published>2010-12-23T09:36:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:32:38.560-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Ancora su Guy Debord : una riflessione sulla "Società dello Spettacolo"</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TROJIn1xPfI/AAAAAAAAAB0/1SlrkKP2w2A/s1600/guy_debord_spectacle.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 270px; float: right; height: 222px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553933546704420338" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TROJIn1xPfI/AAAAAAAAAB0/1SlrkKP2w2A/s320/guy_debord_spectacle.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fortunata e,nel tempo anche abusata dizione “Società dello spettacolo” è originariamente il titolo di un libro che il più importante tra gli intellettuali situazionisti, Guy Debord, pubblica nel Novembre 1967, proprio alla vigilia dell’esplosione del movimento del sessantotto. Debord aveva fondato nel 1957 l’Internazionale Situazionista e dal 1958 al 1969 pubblicò la rivista “Internationale Situationiste”. L’organizzazione si sciolse nel 1972 dopo aver subito diverse scissioni.&lt;br /&gt;La “società dello spettacolo” è un libro straordinariamente anticipatore : infatti nel tempo in cui esso veniva pubblicato la trasformazione della politica e dell’intera vita sociale e culturale in una fantasmagoria spettacolare non aveva ancora conosciuto le dimensioni che avrebbe conosciuto alla fine del secolo e all’inizio del nuovo millennio. Parafrasando Marx, che descriveva la società moderna come un’immane raccolta di merci, Debord scriveva nel suo saggio “ &lt;em&gt;Il capitalismo nella sua forma ultima si presenta come una immensa accumulazione di spettacoli, in cui tutto ciò che&lt;/em&gt; &lt;em&gt;era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione&lt;/em&gt;”. Ma in che senso lo spettacolo diventa, nell’analisi di Debord il fenomeno centrale che caratterizza le società del tardo capitalismo? “Lo spettacolo- scrive Debord- non può essere inteso come un abuso del mondo visivo, prodotto dalle tecniche di diffusione massiva delle immagini[…]Lo spettacolo compreso nella sua totalità è,nello stesso tempo,  il risultato e il progetto del modo di produzione esistente. Non è un supplemento del mondo reale, la sua decorazione sovrapposta. Lo spettacolo, insomma, lungi dall’essere un fenomeno specifico si colloca invece al centro del modo di produzione capitalistico. Non si tratta, infatti, di un prodotto particolare, di questo tipo singolare di merce che viene prodotto dall’industria culturale. Lo spettacolo nel tardo capitalismo coinvolge l’intera produzione sociale in quanto essa è sempre più intessuta di processi comunicativi: competenze linguistiche, immaginazione, sapere, cultura.&lt;br /&gt;Lo spettacolo ha dunque una doppia natura : è per un verso un prodotto specifico che si affianca a tutti gli altri ma,al tempo stesso, rappresenta (nel senso più letterale del termine) la quintessenza del modo di produzione nel suo complesso. Lo spettacolo,come dice Debord “&lt;em&gt; è “l’esposizione generale della razionalità del sistema”.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt; Nella merce-spettacolo il cui valore d’uso è linguistico culturale, sembra rispecchiarsi la qualità comunicativa della produzione capitalistica nel suo complesso.&lt;br /&gt;Vent’anni dopo “La società dello spettacolo” nei “Commentari” pubblicati nel Maggio del 1988 Debord proseguiva la sua riflessione mettendo a fuoco quella che ,secondo lui, era la fase ulteriore che egli definiva come la “fase dello spettacolo integrato”. “&lt;em&gt;Il senso ultimo dello&lt;/em&gt; &lt;em&gt;spettacolo integrato&lt;/em&gt; –egli scriveva- &lt;em&gt;è che esso si è integrato nella realtà a misura che ne parlava: e che la ricostruisce così come ne parla, in modo che essa non gli sta più di fronte come qualcosa di estraneo. Quando lo spettacolare era concentrato, la maggior parte della società periferica gli sfuggiva: quando era diffuso, gliene sfuggiva una piccola parte; oggi più nulla. Lo spettacolo si è mescolato a ogni realtà permeandola. Com’era prevedibile in teoria, l’esperienza&lt;/em&gt; &lt;em&gt;pratica del compimento sfrenato della ragione mercantile mostra rapidamente e senza eccezioni, che il diventar-mondo della falsificazione era anche un diventar-falsificazione del mondo.”&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Nel frattempo, morto Debord, la critica della società dello spettacolo, così come della cultura -spettacolo e della politica-spettacolo, la si può ritrovare oggi sulla bocca di tutti, resa inoffensiva e spogliata della sua forza sovversiva. Per altro verso il pensiero postmoderno ha in qualche modo rovesciato la diagnosi pessimista dell’intellettuale situazionista, tessendo l’elogio disincantato di un mondo de-realizzato, ridotto senza residui a simulacro e fantasmagoria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-8604197324408787743?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/8604197324408787743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/ancora-su-guy-debord-una-riflessione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/8604197324408787743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/8604197324408787743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/ancora-su-guy-debord-una-riflessione.html' title='Ancora su Guy Debord : una riflessione sulla &quot;Società dello Spettacolo&quot;'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TROJIn1xPfI/AAAAAAAAAB0/1SlrkKP2w2A/s72-c/guy_debord_spectacle.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-5426061252009999037</id><published>2010-12-22T09:09:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:32:17.528-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Un testo di sorprendente attualità :" La società dello spettacolo" di Guy Debord</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRI3WN4shZI/AAAAAAAAABo/7sNailLA0cI/s1600/Debord%2B5.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 331px; float: left; height: 400px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553562145325352338" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRI3WN4shZI/AAAAAAAAABo/7sNailLA0cI/s400/Debord%2B5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guy Debord : La società dello spettacolo.(Prefazione di Carlo Freccero e Daniela Strumia).Milano 2001-2002 Baldini e Castoldi&lt;br /&gt;Questo è un libro che dovrebbe essere letto da tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo e la promozione del pensiero critico. Scritto nel 1967 e aggiornato nel 1988 dallo stesso autore con i “Glossari della società dello spettacolo” esso analizza e descrive con metodo scientifico la realtà del mondo (incubo) che stiamo vivendo. Il testo ha una prefazione di Carlo Fruttero e Daniela Strumia che con grande acutezza riescono a cogliere l’essenza del testo e a comunicarne l’enorme portata innovativa. Giustamente essi ricordano che “Debord è il Marx del consumismo. Svela che la vera essenza della merce è la spettacolarizzazione. La merce non viene acquistata per essere consumata ma per la sua carica simbolica (Pag.13 dell’Introduzione).Il metodo che il filosofo francese usa è infatti un metodo di analisi marxiana così come anche la stesura del testo è piena di riferimenti diretti a Marx . Il marxismo di Debord, così come quello dei giovani occidentali del ’68, era filtrato attraverso la lettura di “Storia e coscienza di classe” di Lukàcs ,così come esso passava anche attraverso l’influenza dei filosofi francofortesi : era un umanesimo che portava alla critica della società così com’è, all’analisi dell’alienazione nelle società moderne. L’esposizione del testo viene suddivisa in nove capitoli ciascuno dei quali viene introdotto da una citazione o una riflessione tratta dal pensiero critico classico. Ad esempio, il primo Capitolo che si intitola “La separazione compiuta” ha come epigrafe questo pensiero di Feurbach (Tratto dalla prefazione alla seconda edizione dell’Essenza del Cristianesimo):&lt;br /&gt;“&lt;em&gt; E senza dubbio il nostro tempo…preferisce l’immagine alla cosa, la copia all’originale, la rappresentazione alla realtà, l’apparenza all’essere… Ciò che per esso è sacro non è che l’illusione,ma ciò che è profano è la verità. Anzi il sacro s’ingigantisce ai suoi occhi via via che diminuisce la verità e l’illusione aumenta, cosicchè il colmo dell’illusione è anche per esso il colmo del sacro&lt;/em&gt;”&lt;br /&gt;Il corpo del testo dei singoli capitoli è diviso numericamente in varie tesi che sono esposte con un “ordine geometrico” in modo da favorire la riflessione del lettore.&lt;br /&gt;Egli attraverso questo percorso ci porta alla radice dell’alienazione delle società contemporanee e noi leggendo ci rendiamo conto che il libro non ci parla di una realtà fittizia ma del mondo che stiamo vivendo oggi. Il commentario aggiunto da Debord nel 1988 analizza poi lo sviluppo di questa società nel prosieguo del suo inarrestabile avanzamento dimostrando come la teoria del terrorismo non sia altro che l’organizzazione dell’incertezza a livello planetario. Non solo egli sostiene che anche la criminalità organizzata è perfettamente integrata in questa società avanzata e a proposito della mafia italiana scrive:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Ci si sbaglia ogni volta che si vuole spiegare qualcosa opponendo la mafia allo Stato : essi non sono mai stati in rivalità .La teoria verifica con facilità ciò che tutte le dicerie della vita pratica avevano dimostrato troppo facilmente. La mafia non è un’estranea in questo mondo: ci si trova perfettamente a suo agio: Nell’epoca dello spettacolare integrato, essa appare di fatto come il modello di tutte le imprese commerciali avanzate”&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Il testo si conclude con una nota biografica bellissima scritta da Pino Corrias che i lettori non devono assolutamente saltare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-5426061252009999037?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/5426061252009999037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/un-testo-di-sorprendente-attualita-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/5426061252009999037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/5426061252009999037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/un-testo-di-sorprendente-attualita-la.html' title='Un testo di sorprendente attualità :&quot; La società dello spettacolo&quot; di Guy Debord'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TRI3WN4shZI/AAAAAAAAABo/7sNailLA0cI/s72-c/Debord%2B5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-2201295585864518559</id><published>2010-12-14T09:13:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:33:28.750-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Attualità della cultura del sessantotto</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TQexmLVww-I/AAAAAAAAABg/_BWkSrqdQZI/s1600/Book%2BBloc.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 260px; float: right; height: 194px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550600335194637282" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TQexmLVww-I/AAAAAAAAABg/_BWkSrqdQZI/s400/Book%2BBloc.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'altro giorno,alla facoltà di Scienze Politiche di Roma,durante le proteste contro la "riforma" Gelmini sono riapparsi i &lt;em&gt;Book Bloc&lt;/em&gt; che come forma di protesta hanno deciso di "farsi scudo dei libri" cioè di manifestare attraverso la esposizione di testi irrinunciabili,l'idea ha ben presto fatto il giro del Web e è stata adottata anche dagli studenti inglesi.Sono venute fuori delle idee veramente carine che hanno fatto riflettere tanto che, proprio a Londra,sono riapparsi dei testi e autori canonici del sessantotto come Adorno, Marcuse, Ivan Ilic. A Roma invece è riapparso George Orwell con il classico "1984". Per la manifestazione di Roma è stata condotta una ricerca su "Facebook" e sul sito "Unriot" al quale hanno risposto 5000 persone che hanno decretato quali titoli dovessero andare in piazza. Eccoli:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Michel Foucault: La volontà di sapere&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;George Orwell : 1984&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Italo Calvino : Il Cavaliere inesistente&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Darwin: L'Origine della specie&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Valerio Evangelisti: Noi saremo tutto&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Baruch Spinoza: Ethica&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Ray Bradbury: Fahrenheit 451&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Chuck Palanhiuk: Fight Club&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Boris Pasternak: Il Dottor Zivago&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Pino Cacucci: In ogni caso nessun rimorso&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Dante: La divina Commedia&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Luther Blisset: "Q"&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Gilles Deleuze: Cosa può un corpo&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Donna Haraway: Manifesto Cyborg&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Jean Claude Izzo : Casino Totale&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Omerto: Odissea&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Shakespeare: La tempesta&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Naomi Kein: Shock Economy&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Benni: Comici,spaventati guerrieri&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;F.Dostoevsky : I Demoni&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Questo ci spinge a pubblicare sul nostro Blog il materiale relativo alla cultura del'68 che avevamo preparato per la mostra che abbiamo tenuto alla Facoltà di Lettere dell'Università di Firenze l'anno scorso, e che era stato stampato in una brochure,sperando che questo possa aiutare chi vuole informarsi almeno un po'.&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;Vito Nanni&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-2201295585864518559?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/2201295585864518559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/attualit%C3%A0-della-cultura-del-sessantotto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/2201295585864518559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/2201295585864518559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/attualit%C3%A0-della-cultura-del-sessantotto.html' title='Attualità della cultura del sessantotto'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TQexmLVww-I/AAAAAAAAABg/_BWkSrqdQZI/s72-c/Book%2BBloc.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-1746423799695333137</id><published>2010-12-08T03:01:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:33:52.579-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iniziative'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Venerdì 10 alle  21.30&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Arci San Niccolò, via di San Niccolò 33 rosso &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;"12 dicembre: la strage è di stato"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;a cura di M. Lampronti&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-1746423799695333137?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/1746423799695333137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/venerdi-10-alle-21.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/1746423799695333137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/1746423799695333137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/venerdi-10-alle-21.html' title=''/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-9194902686938507651</id><published>2010-12-04T08:46:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:34:39.654-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Un Capolavoro ripubblicato</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPpzL7LbLOI/AAAAAAAAABY/OQrrUCJqa8U/s1600/La%2BPsicologia%2Bdella%2Bzia%2Bricca.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 178px; float: right; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546872539761552610" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPpzL7LbLOI/AAAAAAAAABY/OQrrUCJqa8U/s320/La%2BPsicologia%2Bdella%2Bzia%2Bricca.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bisogna essere grati alla piccola casa editrice di Roma “Le Nubi” che ha ristampato un piccolo-grande capolavoro della letteratura del ‘900 “La Psicologia della zia ricca” di Erich Mühsam. Quest’opera,scritta nel 1905 contiene la quint’essenza dell’ironia, della forza satirica, dello scrittore tedesco assassinato dai nazisti nel Lager di Oranienburg. Questo testo era pressoché sconosciuto in Italia perché era stato tradotto e stampato negli anni’60 da una piccola casa editrice ed era sparito dall’orizzonte dei lettori.&lt;br /&gt;Mühsam, con un guizzo di intelligenza creativa inventa una galleria di vecchie zie, tutte rigorosamente classificate in ordine alfabetico, che non ne vogliono sapere di morire nonostante la veneranda età e la presenza torme di nipoti che sono lì pronti a ricevere la loro lauta eredità. Tutti gli sforzi, le sofferenze dei nipoti per giungere al loro sospirato obiettivo,saranno delusi perché le diaboliche zie sapranno sempre deludere le loro aspettative. I racconti, tutti brevissimi, sono scenette di cabaret con una serie di battute fulminanti e con una sceneggiatura già ,in gran parte, stesa. L’ aspetto che l’autore vuole satireggiare non è solo quello legato alla proprietà privata ma anche lo sforzo terribile che le persone cosiddette “normali” compiono per raggiungere il benessere economico, il denaro visto come panacea di tutte le infelicità. Lo stile, come accennavo, è caustico, graffiante, di una modernità sconvolgente. E’ incredibile che un testo così bello sia così poco conosciuto dal grande pubblico ed è quindi un’occasione da non perdere il leggere e regalare questo piccolo gioiello della letteratura tedesca che col passare del tempo ha acquistato di profondità. E’ buffo infatti leggere oggi, nella società cosiddetta post-moderna e consumistica ,questo atto di accusa contro le meschinità le bassezze che derivano dal puro desiderio del possesso. E’ come respirare una boccata d’aria fresca dopo la permanenza in un ambiente pieno di smog.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Erich Mühsam: La Psicologia della zia ricca. Roma 2008 Ed. Le Nubi € 12&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-9194902686938507651?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/9194902686938507651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/un-capolavoro-ripubblicato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/9194902686938507651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/9194902686938507651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/un-capolavoro-ripubblicato.html' title='Un Capolavoro ripubblicato'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPpzL7LbLOI/AAAAAAAAABY/OQrrUCJqa8U/s72-c/La%2BPsicologia%2Bdella%2Bzia%2Bricca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-613335559756482145</id><published>2010-12-03T10:33:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:35:13.229-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Biografia di un grande artista e rivoluzionario : Erich Mühsam</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPk7-wpkHCI/AAAAAAAAABQ/X5ka_ZRAWeI/s1600/Kain.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 232px; float: right; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546530365480639522" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPk7-wpkHCI/AAAAAAAAABQ/X5ka_ZRAWeI/s320/Kain.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPk7uGZA4pI/AAAAAAAAABI/2XXSQpEvcKY/s1600/fanal.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 226px; float: right; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546530079259026066" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPk7uGZA4pI/AAAAAAAAABI/2XXSQpEvcKY/s320/fanal.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPk7ctQd43I/AAAAAAAAABA/h0F7UwhkO5g/s1600/M%25C3%25BChsam%2Bfoto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 170px; float: right; height: 228px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546529780454515570" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPk7ctQd43I/AAAAAAAAABA/h0F7UwhkO5g/s320/M%25C3%25BChsam%2Bfoto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1878 &lt;/strong&gt;: Erich Mühsam nasce a Berlino come quarto figlio del farmacista Siegfried e di Rosalie Cohn, rappresentanti di una solida borghesia ebraico - tedesca. Poco dopo la sua nascita la famiglia si trasferisce a Lubecca.&lt;br /&gt;1896 : Gli studi ginnasiali di Mühsam vengono interrotti a causa di un articolo apparso sul giornale socialdemocratico “Lübecker Volksboten”” in seguito al quale il giovane autore viene espulso dalla scuola. Inizia un periodo triennale di apprendistato come farmacista a Lubecca e a Blomberg.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1900:&lt;/strong&gt; si trasferisce a Berlino.Inizia la sua attività di giornalista e di scrittore. Frequenta tra l’altro la “Neue Gemeinschaft” dei fratelli Hart&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1902&lt;/strong&gt; : Si trasferisce nel quartiere bohemien di Friedrichshagen . Con Albert Weidner inizia a pubblicare la rivista satirica : “Der arme Teufel” (Il Povero diavolo).Risalgono a questo periodo i suoi esordi come cabarettista, nonché i primi contatti con i gruppi anarchici, verso il cui pensiero Mühsam è avviato da Gustav Landauer&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1903&lt;/strong&gt; : Esce il saggio “Die Homosexualität” che provoca ampie polemiche e che viene rinnegato dallo stesso Mühsam sulle pagine di “Der Arme Teufel”&lt;br /&gt;1904 Inizia un periodo di spostamenti e viaggi intrapresi in gran parte con l’amico Johannes Nohl che lo portano in Svizzera, in Francia, in Italia viene pubblicata la prima raccolta di poesie “Die Wüste”&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1905 &lt;/strong&gt;Si sofferma a lungo nella comunità salutista del monte Verità, nei pressi di Ascona (Ch) alla quale dedica una brochure polemica. A Vienna entra in contatto con Karl Kraus, e collaborerà per breve tempo al suo giornale “Die Fackel” (La fiaccola).Pubblica lo scritto satirico “Die Psycologie der Erbtante” (La Psicologia della zia ricca)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1906.&lt;/strong&gt; Il suo primo tentativo drammatico “Die Hochstapler” viene salutato da uno scarso successo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1909&lt;/strong&gt;. Mühsam prende dimora a Monaco di Baviera dove resterà fino al 1919. Esce la sua seconda raccolta poetica “Der Krater”&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1910&lt;/strong&gt;. Per la sua collaborazione con vari gruppi anarchici ( In particolare col Sozialistische Bund di Landauer) viene arrestato per cospirazione e attività sovversiva.Processato viene assolto da ogni accusa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1911&lt;/strong&gt;. Fonda la rivista “Kain: Zeitschrift für Menschlichkeit” ( Caino rivista per l’Umanità) che scriverà da solo fino al 1914, per riprendere poi nel 1918-’19 con il sottotitolo “Organ der sozialen Revolution”&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1914.&lt;/strong&gt; Con lo scoppio della guerra Mühsam- dopo una primissima fase in cui sembrano profilarsi in lui simpatie belliciste, si dedica con scarsi risultati all’istituzione di un fronte pacifista. Il suo secondo dramma “Die Freivermählten” viene dedicato da Mühsam alle problematiche della “rivoluzione sessuale” mentre viene pubblicata una nuova edizione aggiornata delle liriche.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1915&lt;/strong&gt;. Nel Luglio muore il padre. In settembre si sposa con Kreszentia Elfinger.&lt;br /&gt;1916. Ritiro dalla scena pubblica e concentrazione nell’attività letteraria, in particola su un grosso lavoro contro la guerra “Abrechnung” (pubblicato integralmente solo nel 1984), le numerose poesie di argomento bellico saranno riunite nella raccolta “Die brennende Erde” (La terra in fiamme)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1918.&lt;/strong&gt; La rivoluzione russa dà vigore all’impeto di rivolta di Mühsam che è uno dei principali agitatori durante gli scioperi di Gennaio. Probabilmente a scopo precauzionale viene incarcerato a Traunstein tra il Maggio e l’Ottobre. Al suo rilascio riprende con veemenza la sua attività di propaganda in favore della Rivoluzione.Partecipa a Monaco alla grande dimostrazione per la pace (7Novembre) e il giorno seguente entra a far parte del Consiglio Rivoluzionario dei Lavoratori (RAR).Il 28 Novembre viene eletto come membro del Consiglio Centrale al Congresso dei Consigli della Baviera e svolge per breve tempo funzioni di controllo al Ministero della Guerra. Il 30 Novembre fonda la Organizzazione degli internazionalisti Rivoluzionari della Baviera (VRI)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1919&lt;/strong&gt;. Il 7 Aprile viene proclamata la Repubblica dei Consigli : il putsch controrivoluzionario ( Che vede cadere anche Landauer come vittima) porta il 13 Aprile all’arresto di Mühsam che viene condannato a 15 anni di carcere, di cui sconterà solo una parte nella fortezza di Niederschönefeld.In settembre si iscrive al KPD, il partito comunista tedesco, alle cui posizioni si era riavvicinato negli ultimi mesi, in Ottobre tuttavia,dopo il congresso del partito, ritira la sua adesione&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1920&lt;/strong&gt;. Esce l’ultima raccolta di poesie di carattere rivoluzionario “Die Brennende Erde”&lt;br /&gt;1924. L’amnistia,mirata soprattutto a scarcerare alcuni esponenti di destra(tra cui Adolf Hitler) coinvolge anche Mühsam che il 31 Dicembre riguadagna la libertà. E’ in condizioni fisiche precarie a causa della detenzione è semi cieco e parzialmente sordo. Esce il dramma concepito in prigione Judas.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1925&lt;/strong&gt;. Si stabilisce stabilmente a Berlino. In “Alarm” raccoglie vent’anni di manifesti rivoluzionari; in “Revolution” canti di lotta di marcia, di scherno.&lt;br /&gt;1926. Inizia in Luglio la pubblicazione di “Fanal”,una rivista che come Kain Mühsam redige integralmente da sé, anche se ne fa l’organo dell’Organizzazione anarchica di Berlino (AVB). Collabora colla Piscator-Bühne (Il grande teatro di avanguardia della germania di Weimar) per qualche mese.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1927&lt;/strong&gt;. Inizia sulla “Vossische Zeitung” la pubblicazione a puntate delle “Unpolitische Erinnerungen” (Memorie impolitiche),le memorie di Mühsam che saranno raccolte parzialmente in un volume nel 1931&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1928&lt;/strong&gt;. Esce col titolo Sammlung 1898-1928 una voluminosa raccolta di saggi, liriche, prose narrative e non che coprono l’arco di un trentennio.Viene pubblicato il dramma Staatsräson (Ragione di Stato) sull’esecuzione di Sacco e Vanzetti avvenuta l’anno prima&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1929&lt;/strong&gt;. Con “Von Einsner bis Leviné (Da Eisner a Leviné) Mühsam offre il suo resoconto- che è in parte autocritico- delle vicende rivoluzionarie del 1918-‚19&lt;br /&gt;1931. Nel Luglio “Fanal interrompe le pubblicazioni.Mühsam in gravi difficoltà economiche,collabora a diverse testate minori,soprattutto con articoli e scritti violenti contro il dilagante pericolo fascista&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1933&lt;/strong&gt;. Come numero speciale di “Fanal” esce il libretto “Die Befreiung der Gesellschaft vom Staats” (La liberazione della società dallo stato).Nella notte dell’incendio del Reichstag (27-28 Febbraio) Mühsam viene arrestato dalle SA.Trasportato di carcere in carcere e infine nel Konzentrationslager di Orianenburg, verrà torturato a lungo dalle SS prima di essere ucciso nella notte del &lt;strong&gt;10 Luglio 1934&lt;/strong&gt;. I nazisti tentano inutilmente di far passare la sua morte come suicidio. Georg Grosz quando apprende a New York della morte dell’amico gli dedica una serie di tredici bellissimi disegni. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-613335559756482145?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/613335559756482145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/biografia-di-un-grande-artista-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/613335559756482145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/613335559756482145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/biografia-di-un-grande-artista-e.html' title='Biografia di un grande artista e rivoluzionario : Erich Mühsam'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPk7-wpkHCI/AAAAAAAAABQ/X5ka_ZRAWeI/s72-c/Kain.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-8897518828181012082</id><published>2010-12-03T09:39:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:35:39.689-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura e Politica'/><title type='text'>Una Recensione: Guido Crainz autobiografia di una repubblica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;strong&gt;Guido Crainz: Autobiografia di una repubblica(Le radici dell’Italia attuale).2009 Roma Donzelli&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;In un testo abbastanza breve,circa duecento pagine,l’autore riesce a ripercorrere con una serrata analisi,che è contemporaneamente storica antropologica e culturale, le tappe fondamentali del percorso storico che dal secondo dopoguerra ci hanno condotto alla crisi attuale. Il testo è composto da una introduzione e da una post-fazione finale che si chiude con un richiamo al Pier Paolo Pasolini di “Lettere Luterane” e “Scritti corsari” e con sette versi di Giorgio Caproni che parlano di “calma disperazione”.La parte centrale dell’opera è composta di otto capitoli di cui il secondo e il terzo fungono da riflessioni  generali sugli anni ’90 con l’indicazione che, per capire bene l’oggi, bisogna risalire almeno alla fine della seconda guerra mondiale e alla nascita della Repubblica e ripercorrere alcune tappe fondamentali. Il quarto capitolo quindi  si intitola “Fra  crollo del fascismo e la nascita della Repubblica”  e descrive le speranze, le delusioni, la partecipazione degli italiani alla nascita del nuovo stato e fin da subito la costruzione di una memoria pubblica “pacificata” incapace però di influenzare i comportamenti pubblici più del dovuto ; il quinto capitolo intitolato “Gli anni della ricostruzione e della “guerra fredda” in cui vengono sottolineate le caratteristiche di “Democrazia protetta” del nostro paese dove la presenza USA è soffocante e condiziona pesantemente la vita pubblica. Crainz ricorda, tra l’altro, una riunione all’Ambasciata USA di Roma nel 1961 in cui l’addetto militare Vernon Walters avanza l’ipotesi di un intervento armato degli USA “nel caso di una eventuale partecipazione dei socialisti al governo”(Pag.54).Il capitolo VI° analizza il ventennio 1958.78 dalla “grande trasformazione” ai “Funerali della Repubblica” cioè il momento del boom economico, delle grandi migrazioni sud-nord,dello sviluppo del movimento del ’68 fino alla strategia della tensione e alla nascita dei terrorismi contrapposti. E’ un momento chiave che è stato spesso analizzato superficialmente dagli storici : è anche la stagione delle grandi riforme che però lasciano l’amaro in bocca perché non incidono se non superficialmente nella struttura economico-sociale. Esse costituiscono però l’unica apertura democratica che tocca per lo più aspetti legati ai diritti civili fondamentali (il diritto allo studio,alla salute, la riforma del diritto di famiglia,il divorzio,l’aborto, l’istituzione delle regioni,ecc).Questo periodo si chiude con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse che viene interpretato  come la fine di un intero ciclo politico che dà inizio ad una crisi che investirà i due maggiori attori politici del momento la Dc e il Pci.&lt;br /&gt;Il terz’ultimo capitolo significativamente intitolato “ I lunghi anni ‘80” è il più lungo (55 Pag.) perché viene analizzato il decennio ( e oltre) in cui si compie quella trasformazione del nostro paese nella quale viene decretata la “morte della politica”.Ma come ha sottolineato bene Claudio Vercelli, nella sua recensione al libro di Crainz sul “Manifesto” :”Nella morte della politica si celebra l’apogeo del familismo, dei nepotismi, della riduzione della sfera pubblica a fatto individuale”. E’ nel decennio degli anni ’80 contrassegnati dal volto di Bettino Craxi che si ha quella trasformazione antropologica esiziale che trasforma le classi lavoratrici e produttrici in semplici consumatori e spettatori passivi attraverso un meccanismo di accumulazione individuale bulimica del tutto priva di qualsiasi retroterra culturale che non sia quello fornito dalla nascente televisione privata. Ecco perché  quando nel 1992/’93 scoppia il caso “Tangentopoli” si ha il tracollo  di un sistema politico che oramai era totalmente roso dalla corruzione, ma non abbiamo una rinascita,né tanto meno una rivoluzione. Anzi la nascita del “nuovo” cioè Forza Italia e la Lega accelera ancor di più la decadenza anche se si veste dei panni del populismo e dell’anti-politica. L’analisi di questo processo di ascesa e consolidamento del berlusconismo occupa il Capitolo VIII° intitolato “L’Approdo”. Nella Postfazione finale si riprendono le fila dell’analisi complessiva per una conclusione .. che non conclude se non amaramente. Il Testo non vuole dare assolutamente ricette pre-confezionate ma offrire solo uno spunto per un dibattito collettivo su questi temi che sia  preparazione alla rinascita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Vito Nanni&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-8897518828181012082?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/8897518828181012082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/una-recensione-guido-crainz.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/8897518828181012082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' 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style="font-size:100%;"&gt;Proiezione del film "Radio Cora" su un episodio della Resistenza a Firenze incentrato sulla figura del Prof. Enrico Bocci&lt;br /&gt;in data da definire...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Piazza Fontana  agli ultimi esiti del processo sulla strage di Brescia&lt;br /&gt;In data da definire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-6988210204089210037?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/6988210204089210037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/prossimi-incontri-san-niccolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/6988210204089210037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/6988210204089210037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/12/prossimi-incontri-san-niccolo.html' title='Prossimi incontri a San Niccolò'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-6526578829732476623</id><published>2010-11-23T13:24:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:36:27.173-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iniziative'/><title type='text'>Pagine di storia rimosse</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPaxdZURpoI/AAAAAAAAAA0/vPlwuGHE_M4/s1600/bocci.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 242px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPaxdZURpoI/AAAAAAAAAA0/vPlwuGHE_M4/s320/bocci.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545815109723596418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ancora due appuntamenti con Pagine di storia rimosse ovvero ciclo di incontri presso il Circolo Arci San Niccolò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prossimo incontro di venerdì proiezione del film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Radio Cora"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;incontri &lt;/span&gt;su "Lotte operarie degli anni '70 e Statuto dei lavoratori" e su "Dalla strage di Piazza Fontana passando per l'ultima sentenza sulla strage di Brescia".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-6526578829732476623?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/6526578829732476623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/11/pagine-di-storia-rimosse.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/6526578829732476623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/6526578829732476623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2010/11/pagine-di-storia-rimosse.html' title='Pagine di storia rimosse'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/TPaxdZURpoI/AAAAAAAAAA0/vPlwuGHE_M4/s72-c/bocci.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5226365293510219181.post-8437247262194663274</id><published>2009-12-05T11:23:00.000-08:00</published><updated>2011-04-19T12:36:47.829-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iniziative'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/SxqzokeSkSI/AAAAAAAAAAk/z7wN2PDG27M/s1600-h/manifesto_oblate.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 142px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1Dy0Xbt5d58/SxqzokeSkSI/AAAAAAAAAAk/z7wN2PDG27M/s200/manifesto_oblate.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411835411805933858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alla &lt;a href="http://www.bibliotecadelleoblate.it/calendario_giorno.jsp?giornoRIF=11&amp;amp;meseRIF=12&amp;amp;annoRIF=2009"&gt;Biblioteca delle Oblate&lt;/a&gt; (Firenze)&lt;br /&gt;11 dicembre 2009 ore 21:00  "Piazza Fontana quaranta anni dopo"&lt;br /&gt;Sezione Contemporanea - I Piano&lt;br /&gt;Incontro e presentazioni delle ultime&lt;br /&gt;pubblicazioni editoriali sull'argomento&lt;br /&gt;a cura dal Centro Studi "Archivio '68".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-8437247262194663274?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/8437247262194663274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2009/12/alla-biblioteca-delle-oblate-firenze-11.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/8437247262194663274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/8437247262194663274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2009/12/alla-biblioteca-delle-oblate-firenze-11.html' 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/&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 102);"&gt;rytrr&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-7923967668194916877?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/7923967668194916877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2009/10/invito-alla-lettura-la-scuola-fascista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/7923967668194916877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' 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dell'archivio il sessantotto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5226365293510219181-390738552625450190?l=archivioilsessantotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/feeds/390738552625450190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2009/05/archivio-il-sessantotto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/390738552625450190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5226365293510219181/posts/default/390738552625450190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivioilsessantotto.blogspot.com/2009/05/archivio-il-sessantotto.html' title='Archivio il sessantotto!'/><author><name>archivioilsessantotto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03332690167086214171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-nhVQJjBzLmw/TVbJa-QkgYI/AAAAAAAAAEI/r9GRJt7Ecfc/s220/Marx.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
