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L'Appello di Erri de Luca per il referendum del 17 Aprile

Facciamo nostro e pubblichiamo l'appello di Erri de Luca per il Referendum del 17 Aprile prossimo :ci pare importante contribuire fattiv...

domenica 26 maggio 2013

Il trenta Maggio all'URL Arci San Niccolò cinema e spaghetti

Il  giorno trenta Maggio 2013,l'Archivio '68 organizza la proiezione del film documentario di Giancarlo Bocchi "IL Ribelle" presso la casa del popolo URL Arci di San Niccolò. E' un'occasione per vedere un'opera che ancora non è mai stata proiettata a Firenze e per discutere non solo di stori ma anche delle condizioni...........critiche della sinistra a Firenze e in Italia.La serata inizia alle ore 19,30 con un'aperitivo seguito da spaghettata.

L'Archivio '68






mercoledì 22 maggio 2013

Un esempio di controinformazione: Le Pietre e il Popolo.



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Devo alla gentilezza di un amico di Siena,Pierluigi del Porro,la segnalazione di un libro che è un bellissimo esempio di controinformazione in un momento in cui la stampa e gli altri mezzi di comunicazione sono “embedded” ed è praticamente impossibile avere un quadro non dico veritiero ma almeno approssimativo della situazione che stiamo vivendo. L’autore del testo in questione è Tomaso Montanari ed è uno storico dell’Arte contemporanea che insegna a Napoli ma risiede a Firenze e si occupa di conservazione dei beni culturali. Il Titolo del libro è : Le Pietre e il Popolo. Restituire ai cittadini l’arte e la storia delle città italiane.”( Roma 2013. Ed Minimum fax ). In copertina c’è anche la tesi principale del libro che trascrivo perché è molto eloquente:
“ Il patrimonio storico e artistico serve a produrre cultura e cittadinanza(come dice la Costituzione) o denaro? E’ un lusso o un diritto? E’ un bene comune o un bene di mercato? Un viaggio nelle città italiane ridotte a “luna park” a pagamento, e piegate agli interessi privati, ci aiuta a rimanere cittadini e a non trasformarci in clienti passivi”
Il testo ci porta con una rapida sintesi a fare un viaggio tra le maggiori città d’arte italiane(Milano,Roma Napoli,Firenze Venezia) e l’ autore documenta la situazione del patrimonio artistico oggi dopo che per un ventennio circa di sbornia liberista si è preteso che questo patrimonio fosse solo una “risorsa economica”.Il quadro che emerge è a dir poco sconfortante perché i nostri sindaci sono ossessionati solo da un problema che è quello di “fare cassa” e avendo a disposizione opere d’arte irripetibili, pretendono di utilizzarle per questo scopo. Il libro pur nella sua brevità(poco più di 150 pagine) è una rassegna esauriente dei misfatti compiuti in questi anni : una cura particolare viene applicata nell’esaminare il caso fiorentino e quest’analisi andrebbe fatta conoscere ad un pubblico più vasto perché le politiche del Comune di Firenze in fatto di tutela del patrimonio sono state,a dir poco, indecenti. Attraverso una rassegna delle dichiarazioni di Renzi l’autore ne mette in luce la vasta cultura e la preparazione(?!?) per cui la sensazione che si prova leggendo questo testo è quella di uno sgomento profondo pensando a quale personale politico è affidato (anche) la difesa del nostro patrimonio. Comunque gli abitanti di Firenze si sono resi conto ,anche senza essere addetti ai lavori, di quale livello sia la sensibilità culturale del primo cittadino visto lo stato attuale del teatro del Maggio Musicale Fiorentino che è stato portato allegramente al fallimento proprio da un sovrintendente voluto e nominato dal sindaco Renzi. Montanari rievoca la nomina di Renzi a sindaco di Firenze verso la fine del testo in una sezione intitolata “Il primo non cittadino”in cui confessa che anche lui aveva creduto nelle parole di rinnovamento pronunciate da Renzi al momento della campagna elettorale,salvo poi ricredersi e conclude il testo con questa amara constatazione:
“Matteo Renzi ha un posto d’onore in questo libro non perché sia un caso unico: ma perché è l’esempio più paradigmatico di una involuzione generale. Usando il patrimonio storico e artistico della sua città come arma di distrazione di massa ad alto impatto mediatico, il sindaco di Firenze è assai rapidamente diventato il politico professionista più a proprio agio nel violare il significato civile dell’arte del passato,clamorosamente ridotta ad alienante fabbrica di clienti ( e in particolare, di acquirenti di un format politico).(Pag.161).
Comunque sia questo libro è un testo da “spacciare” con tutti i mezzi, in modo che serva come antidoto all’avanzare sempre più evidente del degrado culturale (e non solo) delle nostre città.

Vito Nanni

lunedì 6 maggio 2013

L'Italia ha bombardato la Spagna?

Una mostra della Direcció General de la Memòria Democràtica di Barcelona ci ricorda come nel 1938 L'Italia inventa la tecnica dei bombardamenti civili sterminando un quarto della capitale della Catalogna.

Provate a domandare a giro se qualcuno si ricorda che l'Italia ha bombardato la Spagna prima del '40 e meglio ancora provate a fare questa domanda nelle scuole o magari ai giovani fanatici di Messi ed appassionati di pallone per cui Barcellona evoca esclusivamente disfide calcistiche o al limite vita notturna caliente.

Eppure barcelonabombardejada.cat (notare il top level domain non spagnolo ma orgogliosamente locale) è lì a ricordarci che le dittature del passato hanno veramente attuato stragi di liberi pensieri ed esseri umani dentro e fuori i propri confini nazionali (ah! che brutta invenzione il nazionalismo...)

L'Archivio '68 di Firenze rende omaggio a questa iniziativa tramite la stampa di una mini-mostra sintesi dell'iniziativa di memoria storica catalana che speriamo presto di poter portare a giro soprattutto per le scuole del nostro territorio...

Guerra alla guerra!

Il Ribelle.Guido Picelli,vita di un rivoluzionario.




In questa fine d'Aprile del 2013,proprio nel momento in cui sembra che le forze politiche della sinistra italiana siano prese da una dissennata voglia di autodistruzione,c'è da segnalare una novità culturale molto importante.E' finalmente uscito in commercio il libro e il video che ricostruiscono la vita e l'opera di un vero rivoluzionario, il parmense Guido Picelli(1887-1937). Un articolo del Manifesto, che recensiva la prima uscita del video, parlò di Picelli come il "Che Guevara" italiano forse per catturare l'attenzione del pubblico più giovane ma quel concetto forse non è adatto a presentare una figura storica che appartiene totalmente alla storia della prima parte del '900, ma che fa anche parte integrante della storia della sinistra italiana. Anzi direi che riproporre la figura di Picelli oggi può essere importante per riflettere sulla cecità delle forze politiche,i settarismi,le meschinità,i personalismi che non sono solo una prerogativa dell'oggi ma appartengono in pieno anche alla storia della sinistra ( e non solo italiana). L'autore del libro e del video, il regista Giancarlo Bocchi ha compiuto veramente un'opera meritoria perché si è dato da fare negli archivi di mezzo mondo per trovare tracce del passaggio di Picelli.Particolarmente fecondi e belli sono i documenti trovati in Spagna e in Russia dove Bocchi è riuscito a ricostruire il rapporto non proprio idilliaco tra la dirigenza del PCI all'estero, i servizi segreti sovietici e l'apparato del PCUS che riteneva Picelli un pericoloso deviazionista in quanto per nulla allineato sulle posizioni del Comintern e di Mosca. Anche il suo invio in Spagna sembra proprio che sia stato un modo "per levarselo di mezzo"così come la sua fine,ucciso da un colpo sparatogli alle spalle,  non sia da addebitarsi alle forze franchiste. Spero tanto che questa pubblicazione provochi un impulso anche nella ricerca storica accademica che si è occupata di Picelli in modo saltuario e discontinuo
Questo video e il libro che lo accompagna sono un primo passo ma importantissimo per ri-appropriarci della memoria della sinistra senza più le chiusure e le cesure che sono state compiute in questi decenni. Prova ne sia il fatto che la figura di Picelli così luminosa e incontrovertibile nella sua carica rivoluzionaria, sia rimasto per tanto tempo sepolta tanto che se si domanda “Chi è Guido Picelli” anche a persone informate e documentate, non sanno niente o quasi. L’Archivio ’68 ha nella sua ragione sociale proprio la divulgazione e la promozione  di questa memoria ed è per questo che  organizzeremo proiezioni pubbliche presentazioni e sessioni di informazione per far conoscere meglio questa figura finora troppo misconosciuta.

Vito Nanni