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lunedì 25 febbraio 2013

Carte e voci salvate: Donne, lavoro, migrazioni





Carte e voci salvate
Donne, lavoro, migrazioni

9 marzo 2013

Bagnone, Museo Archivio della Memoria
Sede didattica multimediale - Piazza Roma

ore 9,00
Saluti delle istituzioni

Gianfranco Lazzeroni - Sindaco del Comune di Bagnone
Marina Babboni - Dirigente del settore cultura della Provincia di Massa-Carrara
Francesca Guastalli - Direttrice del MAM

Interventi

Adriana Dadà
Fonti orali e studi di genere

Dalmazia Notari - Giovanna Caroli
Una diaspora familiare tra migrazioni interne ed emigrazione estera
Andrea Bellucci
Lavori “invisibili” di donne che si spostano in un’area mezzadrile: Montelupo Fiorentino
Teresa Bagni
Donne e lavoro a domicilio nell’area di Bagno a Ripoli
Alessio Magnani
Sopravvivenza nelle montagne attraverso le migrazioni delle serve
ore 12,00
Dibattito

8 Marzo 1944 - una giornata di studi a Montelupo Fiorentino

L'amministrazione di Montelupo Fiorentino promuove per giovedì 7 marzo una giornata di studi dal titolo "L'eccellenza della distruzione. Ideologie, tecniche e culture per lo sterminio"
Montelupo fu teatro fra il 7 e 8 marzo del 1944 (similmente a molti comuni della Toscana) di una feroce repressione ordinata da Hitler, ma eseguita in maggior parte da italiani, seguita agli imponenti scioperi del 3 e 4 marzo, che portarono tanti nostri concittadini a trovare una orrenda morte nei campi di sterminio.

Il Comune e le amministrazioni che si sono succedute hanno nel tempo organizzato numerose e significative occasioni per ricordare, studiare e dibattere di quel tragico passato.

Dall'esigenza di soffermarsi su alcune importanti questioni, nasce quindi l'idea di questo secondo convegno.
Esso come è intuibile non abbandonerà la prospettiva cronologica, ma cercherà altresì, di evidenziare alcune immagini che riteniamo fondamentali.
                  La questione dell'antisemitismo che attraversa davvero in maniera trasversale una buona parte della storia dell'occidente. Crediamo però che, malgrado le varie celebrazioni e le giornate della memoria, questo aspetto non sia stato propriamente approfondito così come non è conosciuta la sua profonda radicazione nella cultura italiana. Se la strada verso lo sterminio necessitava di una ideologia di base, certamente l'antisemitismo rappresentava un esempio in tal senso assai forte e radicato.
                 Il collante fortissimo esistente fra lo sviluppo del capitalismo industriale, la tecnologia (con il corollario del rapidissimo sviluppo di armamenti sempre più potenti e distruttivo) e le ideologie imperialiste. Tale tappeto ideologico sarà fondamentale per i successivi sviluppi nella conduzione degli eventi bellici. In particolare è da evidenziare che l'atteggiamento tenuto nelle colonie  rappresenta un momento terribilmente simile, precursore, potremmo dire, delle successive pratiche omicide.
                 La prima guerra mondiale come evento esiziale per le modalità del massacro. Sia in ordine all'uso della violenza, sia per l'impatto con una modalità davvero moderna di condurre le guerre.
                 La repressione del dissenso è un aspetto che assume caratteristiche peculiari nella prima metà del '900 e non solo nei paesi fascisti. L'aspetto ideologico del nemico come elemento da eliminare è fondamentale per la stessa conquista del potere da parte dei fascisti e dei nazisti.
                 Lo sviluppo della tecnologia fu una caratteristica del secondo conflitto mondiale. Ma c'è un aspetto che attiene alle modalità con le quali fu attuato il disegno dello sterminio di massa. L'organizzazione dei campi fu improntata all'applicazione sistematica dei concetti di serialità   e di automazione. In questo senso il “caso Hollerit” diviene paradigmatico del grado di sviluppo teconologico, potremmo dire, informatico, al quale erano pervenuti i nazisti e il livello, potremmo dire “d'eccellenza” che caratterizzava la rampante tecnocrazia al potere.

Il programma prevede

Ore 9,30 Welcome Coffee

Ore 10,00 Saluti del Sindaco

Francesco Germinario, Fondazione Luigi Micheletti
Cosa pensa un antisemita?
Nicola Labanca, Università di Siena
Nazionalismo Imperialismo, militarismo, tecnocrazia
Adriana Dadà, Università di Firenze
Strumenti di repressione del conflitto sociale; 

ore 13,00 Pausa pranzo
ore 14,30, Ripresa lavori

Roberto Bianchi, Università di Firenze
Prove generali di distruzione di massa: la Prima Guerra Mondiale
Camilla Brunelli, Museo della Deportazione
L’annientamento attraverso il lavoro”: schede, elenchi, elaborazione dati
nei documenti delle SS
Per facilitare l’organizzazione del convegno chiediamo agli interessati di comunicare la loro intenzione a partecipare, compilando l’apposito modulo (scarica il modulo di iscrizione) e inviandolo a a.bellucci@comune.montelupo-fiorentino.fi.it

Per informazioni
Andrea Bellucci
Telefono 0571/917516

mercoledì 6 febbraio 2013

Molti scritti di Antonio Caronia all'Archivio Sessantotto di Firenze

"Un'ambigua utopia" ma anche "Il labirinto della fanascienza" e gli articoli su "Bandiera Rossa" rappresentano un piccolo patrimonio culturale firmato Antonio Caronia e disponibili nell'archivio storico di Via G. Paolo Orsini  Firenze.

Cosa c'entra la fantascienza con l'immaginario politico? C'entra eccome e all'Archivio Sessantotto dopo aver appreso della triste notizia della scomparsa di Antonio Caronia abbiamo provato a vedere quali documenti erano in archivio e con grande sorpresa (non si sa mai cosa si trova scartabellando fra le riviste ed i libri dell'archivio...) e soddisfazione (Antonio Caronia è stato davvero una delle menti intellettuali più brillanti, originali e stimolanti che ha accompagnao il movimento in questi anni) abbiamo ritrovato:

* il numero 1 (UNO!) della rivista Un'Ambigua Utopia del dicembre 1977 ovvero il primo numero di una rivista di movimento che per la prima volta ha affrontato le tematiche legate alla fantascienza (si dice il primo numero distribuito in oltre duemilca copie) e che ha ospitato fin dall'inizio scritti di Antonio Caronia firmati in quanto componente del collettivo o a livello individuale

* i numeri 2 e 3 del 1978 della stessa rivista all'interno dei quali era conservato un fantastico (come definirlo diversamente) volantino per la prima mobilitazione politica in stile fantascienza

* il numero 4 sempre del 1978 in cui appare per la prima volta il sottotilo della rivista:
rivista di critica marx/z/iana
e articoli di forte impatto come "fuori i marziani dalle galere" e l'annuncio di rubriche fisse settimanali a Radio Popolare di Milano

*  l'ultimo numero della rivista del 1980

* molti articoli sempre del compianto Antonio Caronia sulla rivista "Bandiera Rossa"

* il libro "Il labirinto della fantascienza"

Ferry Byte che un piccolo pezzo di cuore e di spirito di Antonio Caronia continuerà a vivere e pulsare anche nei sorprendenti scaffali di un semisconosciuto ma soprendente archivio politico fiorentino